Il caso

Quella villa a Stabio di proprietà della Città di Zurigo

La Città possiede edifici più o meno in tutta la Svizzera, fra cui una casa vacanza a Sonvico – La politica, ora, si pone la questione: questi beni vanno venduti?
© Città di Zurigo
Red. Online
17.04.2026 19:27

Trecento. O quasi. Sono le proprietà della Città di Zurigo sparse in tutta la Svizzera, ben oltre i propri confini come scrive il Tages-Anzeiger. Fra questi, figurano dighe e sottostazioni elettriche nei Grigioni, ma anche edifici in Engadina e in Ticino. Una parte significativa del variegato portafoglio immobiliare, leggiamo, è destinata al settore dell'approvvigionamento energetico, con l'Azienda elettrica municipale di Zurigo (EWZ) che gestisce una fitta rete di infrastrutture nelle valli dei Grigioni.

Ma, come detto, nel patrimonio figurano anche edifici destinati alla ricreazione, all'istruzione e ai servizi sociali. L'Ente scolastico cittadino, ad esempio, gestisce diverse case vacanza per gite scolastiche, settimane bianche o periodi di studio. Si trovano a Valbella e Lavin, nei Grigioni, Charmey nel canton Friburgo, Chexbres, Vaud, sul Lago di Ginevra e Sonvico, in Ticino. Per tacere di un'ex villa a Stabio, completa di piscina esterna.

Kornel Ringli, portavoce per il settore immobiliare della Città di Zurigo, ha spiegato al Tages-Anzeiger che il possesso di immobili al di fuori dei confini cittadini è il risultato di sviluppi storici e decisioni politiche passate. E proprio la politica, ora, si sta chinando sulla questione. Negli ultimi anni, sono stati venduti immobili ritenuti non più essenziali. Domanda: ma quanto vale un patrimonio simile? Difficile rispondere. Si sa, ribadisce il quotidiano zurighese, che il valore assicurativo si aggira sui 15,7 miliardi di franchi. «L'UDC ha sempre chiesto che la città si disfi delle proprietà e dei terreni fuori città e li venda al miglior offerente» ha spiegato, al riguardo, Stephan Iten, capogruppo parlamentare democentrista. La Città, ha aggiunto, dovrebbe concentrarsi sui compiti essenziali. E il mercato immobiliare, «certamente», non rientra tra questi. A fargli eco il consigliere comunale del PLR, Emanuel Tschannen: al di fuori dei confini cittadini, Zurigo dovrebbe possedere solo i terreni necessari per adempiere alle proprie funzioni pubbliche. Sven Sobernheim, co-presidente del gruppo parlamentare dei Verdi liberali, ritiene a sua volta che gli immobili situati al di fuori del cantone, di cui la città non ha più bisogno, dovrebbero essere venduti. All'interno del cantone, gli edifici e i terreni dovrebbero fungere da riserva strategica, da utilizzare per scambi o, se necessario, per uso proprio della Città. Sobernheim ha affermato che l'amministrazione comunale, attualmente, è troppo restia a vendere immobili al di fuori del cantone. A suo avviso, in quest'area vi è ancora un notevole potenziale e l'amministrazione comunale dovrebbe concentrare il proprio patrimonio immobiliare in modo più efficace.

I partiti di sinistra, per contro, la pensano diversamente. «Una svendita di questo bene pubblico non è consigliabile» ha tuonato Florian Utz, capogruppo del Partito Socialista. La popolazione trae vantaggio dal fatto che la città possieda una centrale elettrica nella valle del Bergell, una casa di riposo sul lago di Zurigo o un campo estivo nei Grigioni. Tuttavia, ha aggiunto, il PS è «naturalmente aperto» a opportunità di scambio che siano nell'interesse della popolazione.