Quell'azienda svizzera che fornisce prodotti che potrebbero essere utilizzati nella produzione militare di Mosca

Mentre i riflettori sono puntati sul Medio Oriente e sugli effetti del conflitto, la guerra in Ucraina non si ferma. Facendo un salto indietro nel tempo, dal 22 febbraio del 2022, numerose aziende internazionali hanno lasciato la Russia, mentre le sanzioni verso Mosca, anno dopo anno, si sono moltiplicate. Tuttavia, come rivela un'indagine condotta da Trap Aggressor – progetto mediatico del centro di analisi StateWatch – qualche società è rimasta sul suolo russo, nonostante la guerra. Tra queste, come rivela l'inchiesta del think thank ucraino, c'è anche Cerdia, produttore globale di acetato di cellulosa, con sede a Basilea.
Dalla lunga e dettagliata analisi pubblicata sul sito di Trap Aggression emerge come Cerdia abbia continuato a operare in Russia e a fornire prodotti che potrebbero essere utilizzati anche nella produzione militare. Ma andiamo con ordine. L'azienda svizzera – il cui stabilimento principale si trova invece a Friburgo, in Germania – produce materiali utilizzati per fibre, pellicole e materie plastiche. Il suo core business, tuttavia, sono i filtri per sigarette e componenti per polvere da sparo. Elementi che, come viene ricordato da Trap Aggression, vengono utilizzati nella produzione di razzi, compresi i sistemi MLRS come «Grad» e «Smerch». A tal proposito, i giornalisti di StateWatch hanno ottenuto documenti che confermano la cooperazione dell'azienda con il settore di difesa russo durante la guerra.
Due aziende sotto i riflettori
In Russia, Cerdia possiede un solo stabilimento a Serpukhov, città che si trova 100 km a sud di Mosca. L'azienda, online, lo descrive come «l'unico produttore di filati per filtri in Russia e nella CSI (Comunità degli Stati Indipendenti, ndr)», spiegando che nello stabilimento lavorano 145 dipendenti. Ma arriviamo al cuore dell'indagine. Secondo quanto emerge dai dati doganali di cui sono entrati in possesso i giornalisti che hanno condotto l'indagine, dal 2022 a marzo 2025 Cerdia ha fornito alla Russia prodotti per un valore di 7,3 milioni di dollari. I principali destinatari sono state le società russe Gulbakhar Rus e Sertov, che hanno ricevuto, rispettivamente, 5,7 milioni e 1,6 milioni di dollari in prodotti. Gulbakhar è un'azienda che produce sigarette, ma non solo: oltre ad avere legami con le autorità, ha sostenuto l’esercito russo anche mandando i suoi dipendenti a partecipare alla «operazione militare speciale» in Ucraina.
Sertov, invece, risulta essere un produttore di fibre filtranti con sede a Serpukhov, parte della struttura globale di Cerdia. Nel 2024, secondo quanto si legge sempre nell'articolo di Trap Aggression, l'azienda ha generato un fatturato di circa 6 miliardi di rubli e ha versato al bilancio russo oltre 1 milione di dollari a titolo di imposta sul reddito delle società. E non solo: Sertov ha anche collaborato con imprese del settore della difesa, attualmente soggette a sanzioni. Nel 2016 ha firmato contratti con lo stabilimento di polvere da sparo di Perm e ha fornito prodotti anche alla JSC NIIPM, un'azienda coinvolta nello sviluppo di munizioni.
Beni a «duplice uso»
I documenti ottenuti da Trap Aggressor rivelano che tra il 2023 e il 2025, queste imprese hanno utilizzato acetato di cellulosa importato nella produzione di razzi, bombe aeree e sistemi di difesa aerea.
Cerdia, attualmente, non è soggetta a sanzioni, in quanto non è formalmente classificata come produttore militare. Tuttavia, i suoi prodotti rientrano nella categoria dei beni a duplice uso e potrebbero «sostenere direttamente o indirettamente il complesso militare-industriale russo». I giornalisti che si sono occupati dell'indagine hanno inoltrato all'azienda una richiesta di informazioni in merito alle sue attività in Russia e al potenziale uso militare dei suoi prodotti, ma non hanno ricevuto alcuna risposta.
