Randa in allerta: il ghiacciaio sospeso sul Weisshorn potrebbe crollare

A Randa, un piccolo comune nel Vallese, sale la tensione. Da ieri, il villaggio che sorge nella valle di Zermatt, è in allerta per un possibile crollo del ghiacciaio sospeso sulla parete est del Weisshorn. Come si legge sul sito del Comune, a causa del forte aumento dei movimenti attualmente osservati e dell'accelerazione rilevata, ieri il livello di allerta è stato innalzato a 3. Sul posto, sono state disposte barriere di sicurezza e sono in vigore alcune precise disposizioni. La situazione, va da sé, viene monitorata costantemente ed è vietato accedere all'area delimitata, fino a nuovo avviso.
«La situazione viene analizzata più volte al giorno dagli specialisti», ha dichiarato il sindaco Frédéric Imboden al Walliser Bote. Nei prossimi giorni, nel villaggio potrebbero verificarsi frane che potrebbero estendersi fino alla zona di pericolo attualmente delimitata. Al momento, gli edifici residenziali non sono ancora interessati dalle restrizioni. Ciononostante, le autorità invitano la popolazione a rispettare rigorosamente le transenne e le istruzioni di sicurezza.
Il livello 3, in vigore da ieri, è il secondo più altro dei quattro livelli di monitoraggio dei movimenti di massa dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM). Il livello 1 corrisponde alla valutazione dei rischi, il livello 2 all’osservazione dell’evoluzione del fenomeno e il livello 3 al rilevamento precoce e all’allerta. Il livello 4 prevede una sorveglianza permanente con un sistema di allarme.
L'allerta, neanche a dirlo, è stata lanciata alla fine di un'estate particolarmente difficile per i ghiacciai svizzeri. Come ha dichiarato Matthias Huss, glaciologo del Politecnico di Zurigo, quella che sta per terminare è stata «una delle estati peggiori dall’inizio delle misurazioni». Circa trenta ghiacciai potrebbero scomparire entro l'autunno, in seguito alle elevate temperature di questi mesi. E il numero potrebbe aumentare. Già alla fune di giugno, le riserve accumulate durante l'inverno da numerosi ghiacciai svizzeri si sono esaurite, in anticipo rispetto al solito. Per quanto riguarda la situazione del Weisshorn, tuttavia, esiste un pericolo locale concreto, non riconducibile esclusivamente all'ondata di caldo estivo.
La situazione a Randa ricorda, inevitabilmente, quanto vissuto sempre in Vallese, a Blatten, nel 2025, quando enormi masse rocciose si staccarono dal Petit Nesthorn e precipitarono a valle, seppellendo gran parte del villaggio vallesano. Ma c'è di più. Il villaggio di Randa ha già fatto i conti con una catastrofe naturale nel 1991. Anno in cui una grave frana distrusse il Paese, come ricorda oggi un museo locale. Il 18 aprile del 1991 un'intera parte della montagna tra Randa ed Herbriggen si staccò franando a valle. Milioni di metri cubi di roccia, in grossi massi, scivolarono lungo il pendio, senza tuttavia causare alcuna vittima. Ad avere la peggio furono gli animali: la frana causò la morte di 35 pecore e 7 cavalli, mentre diversi edifici agricoli e case di vacanza furono completamente distrutti. Anche la ferrovia Briga-Viessel-Zermatt subì danni pesanti. Pochi giorni dopo, ebbe luogo una seconda frana, che non causò particolari danni. Un terzo franamento, tre settimane dopo, ebbe conseguenze importanti, in particolare a causa di una densa nuvola di polvere che ricoprì tutto il villaggio, tanto da costringere i bambini a indossare mascherine per andare a scuola.
