Riceve pacchi Amazon ogni giorno senza aver ordinato nulla: il mistero del «brushing»

Per settimane una famiglia di Bienne si è vista recapitare quotidianamente pacchi Amazon mai ordinati. Dietro alla vicenda potrebbe esserci il cosiddetto «brushing», una pratica fraudolenta utilizzata per creare false recensioni online. Stando a quanto riportato dalla RTS, tutto ruota attorno a un ragazzo di 17 anni che aveva aperto un account Amazon circa due anni fa senza però effettuare acquisti né registrare il proprio indirizzo. Alla fine dello scorso anno, il giovane aveva ricevuto una comunicazione dalla piattaforma che segnalava il blocco del profilo per «attività sospette». Da allora, nessun altro contatto con il colosso dell’e-commerce.
Fino ad aprile, quando hanno iniziato ad arrivare pacchi praticamente ogni giorno. All’interno, gli oggetti più disparati: da una semplice penna a sfera a scatole di copriscarpe in plastica per sale operatorie, fino a libri da colorare per bambini. Tutti articoli mai richiesti dalla famiglia. La madre del ragazzo ha quindi contattato più volte il servizio clienti di Amazon per chiarire la situazione e chiedere la cancellazione dell’account del figlio. Nonostante ciò, le consegne sono continuate. La vicenda è così finita all’attenzione della trasmissione svizzera per la tutela dei consumatori «Espresso», della SRF.
La pista del «brushing»
Amazon non ha commentato il caso specifico, ma ha indicato come possibile spiegazione il fenomeno del «brushing». Si tratta di una tecnica fraudolenta che consiste nell’inviare prodotti economici a indirizzi ottenuti illegalmente, così da poter poi pubblicare recensioni positive apparentemente autentiche a nome dei destinatari.
In una presa di posizione inviata alla trasmissione, l’azienda ha spiegato di analizzare attentamente le segnalazioni legate a questi casi e di adottare misure contro i venditori che violano le regole della piattaforma. Tra le possibili conseguenze figurano la sospensione degli account di vendita, il blocco dei pagamenti e persino il coinvolgimento delle autorità giudiziarie.
Nessun obbligo di pagamento
Per i consumatori coinvolti in situazioni simili la regola è chiara: i pacchi non ordinati non devono essere né pagati né restituiti. Possono essere conservati, regalati o smaltiti. Gli esperti consigliano comunque di segnalare immediatamente il problema al negozio online, preferibilmente per iscritto. Nel caso della famiglia di Bienne, Amazon ha successivamente presentato le proprie scuse, ammettendo di non aver gestito correttamente il primo contatto con il servizio clienti. Secondo la società, gli ordini sarebbero stati effettuati da un altro utente utilizzando l’indirizzo del giovane.
Il flusso di pacchi si è nel frattempo interrotto e l’account è stato cancellato su richiesta della famiglia. Rimane però ancora irrisolta una domanda: come sia finito online l’indirizzo del diciassettenne.
