Rimborso dei pedaggi in Italia per code e cantieri: anche i ticinesi ne hanno diritto?

A partire da oggi, lunedì 1. giugno, scatta ufficialmente il rimborso dei pedaggi per blocco del traffico o ritardi legati ai cantieri sulla rete autostradale italiana. Gli automobilisti, spiegano le agenzie di stampa, potranno ottenere un ristorno direttamente dai gestori per i dissevizi subiti durante gli spostamenti. Le principali società autostradali, in queste ore, hanno pubblicato sui propri siti web le modalità attraverso cui presentare le domande di rimborso. Il Coordinamento delle associazioni per la difesa dell'ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori, il famoso Codacons, dal canto suo ha fatto notare che non è ancora stata attivata l'app unica che raggruppa tutti i gestori dela rete, Muovy. Domanda delle domande: anche gli utenti con targa svizzera potranno chiedere il rimborso? Sì, di per sé, ma la faccenda rischia di complicarsi un po'. Andiamo con ordine.
Ma come funziona?
La questione dei rimborsi è stata introdotta dalla delibera numero 211/2025 dell’Autorità di regolazione dei trasporti. Riguarda, come detto, i ritardi legati a cantieri ma, al momento, comprende solo quelli per percorsi gestiti da un solo concessionario. I rimborsi per cantieri presenti su tratte gestite da più concessionari, scrive fra gli altri Adnkronos, scatteranno invece entro il 1 dicembre 2026. Il diritto al rimborso, leggiamo, è indipendente dal ritardo per percorsi con lunghezza inferiore a 30 chilometri, mentre per quelli con lunghezza fra i 30 e i 50 chilometri il rimborso si attiva se il ritardo supera i 10 minuti. Sopra i 50 chilometri, invece, il rimborso sarà pari al 50% del pedaggio in caso di interruzione tra i 60 e i 119 minuti; del 75% per blocchi di durata compresa tra i 120 e i 179 minuti; del 100% in caso di blocco superiore ai 180 minuti. Fin qui, più o meno, tutto chiaro.
Quando non scatta il rimborso
Tuttavia, ha ricordato il Codacons, esistono altresì delle eccezioni per cui non è previsto alcun rimborso. Lo stesso, per intenderci, non è dovuto se sul percorso è già prevista una riduzione generalizzata del pedaggio, ma anche nel caso di cantieri emergenziali (a seguito di incidenti, eventi meteo o idrogeologici straordinari e imprevedibili, attività di soccorso). Inizialmente, saranno esclusi dal rimborso anche i cantieri mobili (sfalcio erba, pulizia e segnaletica).
E per i ticinesi?
Dicevamo degli automobilisti stranieri, svizzeri e ticinesi in testa. La normativa, appunto, si applica a tutti i «consumatori» delle autostrade italiane. C'è un ma: per registrarsi alla citata app è necessario possedere un codice fiscale italiano. Spoiler: cercando su Google, è possibile ottenerne uno ricorrendo a generatori automatici online, ma si tratta di un aggiramento del sistema. L'Allgemeiner Deutscher Automobil-Club, noto come ADAC, il più grande club automobilistico d’Europa, ha criticato la procedura: «L'Italia è tra i Paesi con i pedaggi autostradali più alti d'Europa. E il sistema per i rimborsi è pure complicato». Autostrade per l'Italia, uno dei gestori della rete, dal canto suo ha precisato che tramite l'app in realtà è possibile ottenere il rimborso senza registrarsi. Eppure, perché quest'altro dribbling funzioni bisogna conservare la ricevuta del casello e, successivamente, indicare un indirizzo e-mail.
