Rinviato l’interrogatorio di Moretti: «Ha episodi di amnesia e dorme meno di 3 ore a notte»

Sta facendo molto discutere in queste ore il rinvio del terzo interrogatorio a Jacques Moretti, gestore del bar le Constellation di Crans-Montana, nonché principale indagato insieme alla moglie Jessica per il terribile incendio avvenuto la notte di Capodanno a Crans-Montana. Come anticipato ieri dal Corriere del Ticino, l’audizione prevista per martedì 7 aprile è stata rinviata a data da definirsi, dopo che gli avvocati della coppia francese hanno presentato due diversi certificati medici.
Nella documentazione relativa allo stato di salute di Jacques Moretti, visionata quest’oggi dal CdT, vengono indicati problemi di depressione, episodi di amnesia e carenza di sonno che renderebbero impossibile all’indagato partecipare agli interrogatori.
Nei due certificati, datati 18 e 31 marzo, tra le altre cose, si legge che il gestore del bar Le Constellation «presenta uno stato di depressione reattivo a seguito del disturbo da stress post-traumatico insorto dopo l'incendio del primo gennaio 2026 e il successivo arresto. Da quel giorno, ha riferito difficoltà ad addormentarsi e uno stato confusionale con diversi episodi di amnesia. Presenta inoltre una perdita di appetito, confermata dalla diminuzione di peso, passando da 87 kg a dicembre 2025 a 72 kg a marzo 2026 (…). Il paziente dorme meno di 3 ore a notte e ha perso una quantità significativa di peso (...)». E ancora: «Dato il suo stato confusionale e la frequente amnesia, è difficile per lui sottoporsi a un interrogatorio in questo momento».
Secondo il legale di Jacques Moretti, proprio questo stato confusionale avrebbe portato il suo assistito a contraddirsi sulla famigerata schiuma fonoassorbente: «Bisogna tenere conto del fatto che la pressione a cui è stato sottoposto fin dall'inizio di questa vicenda lo ha probabilmente indotto a voler fornire informazioni a tutti i costi, a collaborare e a dimostrare la sua buona fede, il che lo sta chiaramente portando ad agire in modo frettoloso e a commettere errori. Detto questo, tale comportamento dimostra chiaramente, nonostante ciò che si possa dire, la sua volontà di collaborare con le indagini. Il mio cliente necessita attualmente di supporto medico e/o psicologico per poter affrontare al meglio questo processo (…). Le attuali condizioni di salute del mio cliente non gli consentono di essere interrogato e il suo stato confusionale gli impedirà di collaborare efficacemente con le indagini». Il legale poi aggiunge: «Un rinvio dell'udienza non causerebbe alcun ritardo nelle indagini. Vorrei ricordarvi che il mio cliente è già stato interrogato più volte, in modo approfondito, e ha risposto a numerose domande. Inoltre, sono state intraprese diverse indagini, i cui risultati attendiamo con interesse, e sui quali il mio cliente potrà commentare e, se necessario, fornire chiarimenti».
Ieri l’avvocato Alfredo Zampogna, legale della famiglia di una delle vittime del rogo, ha duramente criticato la decisione della Procura vallesana di rinviare l’interrogatorio «sine die». Alla luce di quanto emerso oggi, Zampogna si è detto amareggiato definendo la situazione «scandalosa»: «Lei crede che i genitori dei giovani morti nell'incendio, invece, riescano a dormire la notte? Eppure loro continuano a farsi sentire per chiedere giustizia. Presenterò una istanza urgente alla Magistratura affinché disponga immediatamente una visita fiscale per verificare lo stato di salute del Moretti», ha chiosato l'avvocato.
