Sicurezza

Russi alle centrali nucleari, visita di piacere o spionaggio?

Occhi puntati sui gruppi che si recano in tour alle infrastrutture sensibili presenti nella Confederazione – L'intelligence elvetica sta monitorando la situazione – Il precedente di Meiringen: la famiglia cinese che spiava l'aerodromo
©GAETAN BALLY
Luca Faranda
09.04.2026 20:30

«Tra svago e spionaggio: gruppi russi visitano strutture sensibili». È questo il titolo di un articolo pubblicato negli scorsi giorni dall’Aargauerzeitung che fa luce su possibili casi di spionaggio. Alcuni gruppi di espatriati ora residenti in Svizzera stanno visitando sistematicamente obiettivi e strutture che potrebbero essere di particolare interesse per possibili spie e potenziali sabotatori.

In realtà, non si tratta di nulla di illegale. Bensì, di semplici gruppi di cittadini che si ritrovano per fare attività: serate di giochi, laboratori di cucina, partecipazioni a festival e visite nei musei. «Alcuni individui hanno chiaramente altre intenzioni», mette in guardia il giornale, aggiungendo che negli ultimi mesi diversi gruppi di lingua russa hanno mostrato un interesse particolare per le visite a infrastrutture sensibili elvetiche. Tra queste, ci sono centrali nucleari, centri logistici e anche la galleria di base del San Gottardo.

Casi non segnalati

Il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) è a conoscenza delle visite di gruppo a strutture che fanno parte delle infrastrutture critiche svizzere, rende noto un portavoce al media argoviese (nel cantone di Argovia ci sono le centrali nucleari di Leibstadt e Beznau 1 e 2), aggiungendo che la situazione è monitorata. Tuttavia, «le attività di spionaggio spesso non vengono individuate o denunciate. Bisogna presumere un elevato numero di casi non segnalati».

È infatti possibile che all’interno di un gruppo di persone in visita «di piacere», solo singoli elementi siano lì per altri motivi. Le informazioni sulle infrastrutture critiche vengono raccolte e analizzate con anni di anticipo, spesso anche in tempo di pace, tiene a ricordare il portavoce dell’intelligence elvetica, citato dall’Aargauerzeitung. A suo avviso, la maggiore minaccia di spionaggio continua a provenire da Russia e Cina.

Il ristorante di fronte alla pista

Già, la Cina. Nel 2024 aveva fatto il giro della Svizzera la notizia dell’arresto di una famiglia cinese che gestiva (dal 2018) un albergo-ristorante di fronte all’aeroporto militare di Meiringen, nel canton Berna. Nel 2023, la famiglia è stata arrestata - e poi rilasciata - e si presume che si sia trattato di un caso di spionaggio. La versione, però, non è mai stata confermata ufficialmente. La struttura, «Gasthof Rössli», era infatti affacciata sulla pista di atterraggio sulla quale si sono svolti i test del jet da combattimento F-35 di fabbricazione statunitense