Svizzera

Scarafaggi, altri insetti, alimenti scaduti nel locale: panettiere condannato a 100 giorni di carcere

La vicenda, resa nota dal quotidiano 24 Heures, riguarda un professionista vodese già sanzionato tre volte per reati analoghi – Gli inquirenti hanno constatato una situazione «catastrofica» nel laboratorio
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Red. Online
13.03.2026 15:11

Un panettiere del canton Vaud è stato condannato a 100 giorni di carcere per aver violato le norme igienico-sanitarie in materia di sicurezza alimentare. Ne dà notizia il quotidiano 24 Heures, spiegando che la decisione della Procura vodese è giunta in seguito a diverse ispezioni e, leggiamo, a condizioni igieniche giudicate «generalmente catastrofiche». Il carcere, per casi di questo tipo, rimane una rarità. Nello specifico, è stata decisa una pena detentiva per la recidiva dei reati e per l'inosservanza di precedenti provvedimenti amministrativi. L'uomo, infatti, era già stato sanzionato tre volte per reati analoghi.

Ma andiamo con ordine: le ispezioni a sorpresa effettuate a fine 2025 nel laboratorio dell'uomo hanno rivelato, appunto, una situazione «generalmente catastrofica». Gli ispettori hanno scoperto numerosi alimenti scaduti o avariati, olio per friggere non conforme, mancanza di protezione per alcuni prodotti alimentari, tracciabilità insufficiente per i prodotti preparati o congelati e temperature di conservazione inadeguate. Hanno inoltre trovato scarafaggi e altri insetti volanti nei locali.

Nonostante diverse sentenze dell'Ufficio cantonale per la tutela dei consumatori del Canton Vaud, che gli vietavano di utilizzare i suoi locali per produrre o manipolare prodotti alimentari, il panettiere avrebbe continuato la sua attività. In un caso precedente, era già stato multato di 2.700 franchi e, ancora, condannato a una sanzione di 400 franchi. A questo giro, il Ministero pubblico ha inflitto una pena più severa: 100 giorni di reclusione e una multa di 1.000 franchi.

Il nome del panificio non è stato reso pubblico. E questo perché, ha spiegato l'Ufficio legale del quotidiano vodese, «in Svizzera i media devono usare cautela quando citano una piccola impresa condannata penalmente. Anche dopo una sentenza definitiva, si applicano la tutela della privacy e il principio di proporzionalità. Se l'interesse pubblico non è prevalente, rivelarne il nome potrebbe causare un danno eccessivo e duraturo alla sua reputazione».