Sciare costa sempre di più: in alcune località lo skipass arriva a 84 franchi

Sciare in Svizzera costerà ancora di più nel prossimo inverno. Secondo quanto riferito da Nau.ch, sulla base dei dati e delle informazioni diffuse dalla televisione svizzera SRF, i prezzi degli skipass giornalieri sono destinati ad aumentare mediamente del 2,3%.
Il rincaro si inserisce in una tendenza già evidente negli ultimi anni: stando al portale d'oltralpe, nell'arco di cinque anni le tariffe giornaliere sulle piste svizzere sono aumentate complessivamente di oltre il 7%.
In alcune località, il prezzo del giornaliero raggiungerà gli 84 franchi. È il caso di Saas-Fee, in Vallese, e di Gstaad, nel Canton Berna. Come riferisce la SRF nel servizio della Tagesschau del 20 ottobre, Berno Stoffel, direttore di Funivie Svizzere, riconduce gli aumenti ai maggiori costi del personale e dell'energia, oltre che agli investimenti effettuati per modernizzare gli impianti.
Non tutte le destinazioni, tuttavia, aumenteranno i prezzi. Secondo quanto dichiarato alla SRF, le regioni della Jungfrau e di Arosa-Lenzerheide manterranno invariate le proprie tariffe per la prossima stagione.
Prezzi dinamici: si paga di più nei periodi di punta
A incidere sulla spesa degli sciatori è anche la diffusione del dynamic pricing, un sistema che adegua il prezzo dei biglietti alla domanda. Come spiegano sia Nau.ch sia la SRF, nelle località che applicano questo modello le tariffe possono aumentare nei fine settimana più richiesti e durante l'alta stagione.
Berno Stoffel, citato dall'emittente svizzero-tedesca, ritiene che i clienti siano disposti ad accettare prezzi più elevati quando le condizioni meteorologiche sono particolarmente favorevoli. Un esempio è St. Moritz: secondo il servizio trasmesso dalla Tagesschau, il prezzo del giornaliero per il fine settimana considerato partiva da 47,50 franchi, mentre in alta stagione può superare i 100 franchi.
Il prezzo di listino, tuttavia, non corrisponde necessariamente alla spesa effettiva degli sciatori. Nau.ch precisa che, considerando sconti, abbonamenti e altre agevolazioni, il costo medio effettivamente sostenuto per una giornata sulle piste è stato di 37,60 franchi.
Fatturato vicino ai due miliardi di franchi
Il rincaro degli skipass si accompagna a una fase particolarmente positiva per il settore degli impianti di risalita. Sempre secondo Nau.ch, che riprende i dati di Funivie Svizzere, nell'arco degli ultimi dodici mesi il comparto ha realizzato ricavi vicini ai due miliardi di franchi, raggiungendo il risultato migliore dal 2014.
La SRF evidenzia dal canto suo una crescita in tutte le principali attività. Rispetto al periodo di riferimento utilizzato nell'analisi, il fatturato del comparto invernale è aumentato del 31%, quello estivo del 107%, mentre ristorazione e albergheria hanno registrato un incremento del 140%.
L'inverno rimane comunque la componente principale dell'attività economica. Secondo i dati riportati da Nau.ch, la stagione invernale rappresenta il 49% dei ricavi complessivi. Durante quella del 2025-2026, il trasporto dei visitatori ha generato 896 milioni di franchi, nonostante le temperature miti. Le nevicate di fine stagione e gli impianti di innevamento hanno contribuito al risultato, mentre il numero di giornate di sci è rimasto sostanzialmente stabile.
Aumentano gli ospiti stranieri, in calo quelli svizzeri
La stagione invernale ha confermato anche l'attrattiva delle Alpi svizzere per la clientela internazionale. I visitatori provenienti dall'estero hanno totalizzato oltre dieci milioni di giornate di sci, il dato più elevato degli ultimi dieci anni.
Gli ospiti svizzeri rimangono comunque la componente maggioritaria, con quasi 16 milioni di giornate di sci. Il loro numero è però diminuito del 5,3% rispetto alla stagione precedente, stando alla stessa fonte.
Anche l'estate contribuisce alla crescita
Il turismo estivo assume un peso sempre maggiore nei risultati del settore. Nau.ch, sulla base dei dati di Funivie Svizzere, indica che questa attività contribuisce a circa un quinto del fatturato complessivo. La crescita è particolarmente marcata nell'Oberland bernese e nella Svizzera centrale, dove il numero di visitatori estivi è triplicato dal 2020. Nello stesso periodo, il Vallese ha registrato un aumento del 13%, mentre nella Svizzera orientale la crescita è stata del 10%.
Il caldo estivo ha spinto numerosi visitatori a cercare refrigerio in montagna, mentre le temperature miti hanno contribuito a prolungare la stagione turistica.
Per gli impianti di risalita, la diversificazione dell'offerta rappresenta quindi una risorsa importante per consolidare i ricavi durante tutto l'anno, pur mantenendo lo sci come principale fonte di entrate.
