Il caso

Scrive «Hamas» sul biglietto di un rifugiato palestinese: si indaga su un controllore FFS

I fatti sarebbero avvenuti, verosimilmente, tra Olten e Zurigo – Le FFS sottolineano: «La discriminazione non è mai tollerata»
© KEYSTONE/Christian Beutler
Red. Online
08.10.2025 18:59

«Probabilmente palestinese (Hamas)». Questo è quanto un controllore delle FFS avrebbe scritto sul biglietto di un giovane rifugiato palestinese, dopo averlo multato. Riavvolgiamo il nastro: il richiedente asilo, arrivato in Svizzera da poche settimane, si è trovato in difficoltà nel fare il biglietto del treno, non parlando nessuna delle lingue nazionali. Proprio a causa di queste difficoltà di comunicazione, è stato multato a più riprese, perché non comprendeva se il suo biglietto fosse valido e non riusciva a spiegarsi. 

Un controllore, fra tutti, avrebbe però discriminato il giovane per le sue origini palestinesi, comportandosi, oltretutto, in modo aggressivo nei suoi confronti. Come detto, sul biglietto del ragazzo, tra le annotazioni, avrebbe scritto «probabilmente palestinese» e, vicino, tra parenti, «Hamas». Un chiaro riferimento, insomma, al gruppo islamista coinvolto nella guerra a Gaza.

A denunciare la vicenda, è stata un'amica del giovane. Il caso è quindi arrivato alla DIAC (Centro per la documentazione e il monitoraggio dei crimini e delle discriminazioni anti-musulmane), che ha raccontato i fatti tramite un post su Instagram. «Un giovane palestinese è stato multato più volte sul treno. In Svizzera solo da poche settimane, non aveva capito la validità limitata del suo biglietto. Incapace di spiegarsi, perché non conosceva le lingue locali, ha subito anche l’aggressività di un controllore. Sul suo biglietto: «Vermutlich Paselstina (Hamas…)» => Cosiddetta Palestina (Hamas... ), ha scritto la DIAC nel post, definendo l'episodio «una stigmatizzazione inaccettabile». Non è chiaro, al momento, dove siano avvenuti i fatti, ma sul biglietto è indicata la tratta Olten-Zurigo. 

Interpellate sull'accaduto dal Blick, le FFS hanno espresso il loro «dispiacere per quanto successo», aggiungendo di «star chiarendo i fatti internamente» e che le ferrovie applicano un codice di condotta a tutti i collaboratori. Al contempo, è stata aperta un'indagine interna per far luce sull'accaduto. 

Nello specifico, il codice di condotta delle FFS dichiara che «ogni persona è consapevole della propria responsabilità e si impegna a comportarsi in modo equo, rispettoso e corretto nei confronti dei clienti». Le Ferrovie svizzere, inoltre, hanno precisato che la discriminazione non è tollerata, in alcuna circostanza: né nei confronti dei dipendenti, né dei clienti, dei fornitori o dei partner commerciali.