L'indagine

Sempre più violazioni della sicurezza dei dati in Svizzera

L'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza sottolinea l'aumento dei casi – «Nella stragrande maggioranza dei casi il punto debole non è la tecnologia, bensì l'errore umano»
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Ats
25.10.2026 09:23

L'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza (IFPDT) Adrian Lobsiger ha riscontrato quest'anno un netto aumento delle violazioni della sicurezza dei dati in Svizzera. Nel corso del 2026 sono già pervenute 455 segnalazioni, ha affermato in un'intervista al Sonntagsblick.

Nell'intero 2025 erano state 343. Il numero effettivo di episodi sarebbe tuttavia nettamente superiore, in quanto esiste un elevato numero di casi non denunciati.

L'indagine

A seguito dell'attacco informatico ai danni di un fornitore di software di diverse casse pensioni svizzere, l'IFPDT ha avviato la scorsa settimana un'indagine formale. Attualmente essa è rivolta contro il fornitore IT esterno. Lobsiger non ha tuttavia escluso di estendere in seguito il procedimento a enti federali e casse pensioni. Per motivi legati al segreto istruttorio egli non ha potuto fornire ulteriori dettagli sul caso specifico.

L'IFPDT ha tuttavia sottolineato che l'interconnessione dei dati e l'eliminazione dei silos di dati aumentano il rischio di violazioni della sicurezza. Inoltre occorre garantire che vengano trasmessi solo i dati strettamente necessari e che si lavori preferibilmente con dati di test anonimizzati.

L'errore umano

Nell'intervista Lobsiger ha poi definito «reale» la minaccia rappresentata dall'intelligenza artificiale. Se si analizzano le cause degli attacchi segnalati, si nota tuttavia che nella stragrande maggioranza dei casi il punto debole non è la tecnologia, bensì l'errore umano.

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