Senza feste ma con le emozioni del green: Crans-Montana prova a ripartire dal golf

A Crans-Montana, quest’anno, contava esserci. Forse ancora più che vincere. A otto mesi dalla tragedia del Constellation, vedere nuovamente il pubblico lungo i fairway, i campioni sul green e una località tornare ad accogliere uno dei suoi appuntamenti più importanti aveva un significato che andava oltre il golf. L’OMEGA European Masters è tornato sul percorso del Crans-sur-Sierre con tutto ciò che da decenni lo accompagna. Ma inevitabilmente con uno spirito diverso: più attenzione, maggiore discrezione e la consapevolezza che parlare semplicemente di ritorno alla normalità sarebbe stato prematuro. Sarebbe stato, semplicemente, impossibile.
La località aveva naturalmente ricominciato a vivere molto prima. Alberghi, ristoranti e impianti hanno continuato ad accogliere visitatori, la stagione turistica è andata avanti. Una necessità prima ancora che una scelta per una destinazione che vive anche della propria capacità di aprirsi al mondo. Ma il dolore è rimasto, indelebile, insieme alle domande sull’incendio e a un’inchiesta giudiziaria che continua il proprio corso. In questo contesto, l’European Masters disputato dal 3 al 6 settembre rappresentava qualcosa di più di un torneo. Un grande evento internazionale tornava nella località europea finita al centro delle cronache negli ultimi mesi. Non per cancellare ciò che era successo, ma per provare a rimettere in movimento qualcosa.
OMEGA, title sponsor per la venticinquesima edizione, ha scelto di esserci senza trasformare la ricorrenza in una celebrazione sopra le righe. Niente grandi feste, soltanto alcuni momenti conviviali vissuti con misura. «È stato un traguardo importante nella nostra partnership con questo torneo storico», spiega il CEO della maison di Bienne Raynald Aeschlimann. «L’edizione 2026 ha messo davvero in evidenza il nostro impegno di lunga data ed è stata per noi un momento molto speciale e significativo».
L’equilibrio era delicato: preservare lo spirito di uno degli appuntamenti che maggiormente appartengono a Crans-Montana, senza comportarsi come se nulla fosse accaduto. «L’OMEGA European Masters è sempre stato un evento legato alla positività e al piacere di stare insieme», osserva Aeschlimann. «Volevamo celebrare anche questa edizione nello stesso spirito, ma con grande rispetto verso ciò che è accaduto e che non si può cancellare». Sono così tornati anche gli ospiti e gli ambasciatori del marchio. Tra loro Michael Phelps e Cindy Crawford, due volti legati da molti anni a OMEGA. «È stato bellissimo accoglierli a Crans-Montana per la nostra venticinquesima edizione. La loro presenza ha dato grande visibilità al torneo, sottolineando allo stesso tempo quel valore dell’eccellenza che accomuna OMEGA e l’European Masters».

Poi si è giocato. E per qualche ora è stato possibile tornare semplicemente a seguire una pallina bianca lungo uno dei percorsi più spettacolari del circuito europeo. Il sudafricano Thriston Lawrence, partito nell’ultima giornata con sei colpi di ritardo da Paul Casey, ha chiuso il giro in 62, senza bogey e con otto birdie, raggiungendo l’inglese a 18 sotto il par. Sono servite altre quattro buche per decidere il torneo: alla quarta supplementare Lawrence ha trovato il birdie della vittoria da circa sei metri, conquistando per la terza volta l’European Masters.
«È stato un esempio perfetto della precisione, della determinazione e della qualità che rappresentano questo torneo», racconta Aeschlimann. «Due giocatori hanno combattuto fino alla fine, per quattro buche di play-off, e alla fine è servito un incredibile birdie da venti piedi per separarli. È stato un momento speciale di golf che ricorderemo a lungo».

Un finale sportivo spettacolare. Eppure, quest’anno, quasi secondario rispetto al significato di quei quattro giorni. A ricordarlo è stato anche lo sconfitto. Casey ha annunciato che avrebbe devoluto l’intero premio ottenuto con il secondo posto, oltre 350 mila euro, alla Fondation Beloved, organizzazione legata alle conseguenze dell’incendio di Capodanno. Un gesto che ha ricondotto anche il momento strettamente sportivo alla realtà con cui Crans-Montana continua a confrontarsi.
La ripartenza passa anche da qui. Dal tornare a riempire le strade, gli alberghi e le montagne, senza mettere tra parentesi quello che è successo e con il rispetto necessario per chi quella notte ha perso molto di più. In questo senso assume un significato particolare anche la decisione di OMEGA di prolungare fino almeno al 2031 il proprio legame con l’European Masters. Dopo venticinque edizioni da title sponsor, è un impegno rivolto al futuro proprio nell’anno più difficile per Crans-Montana. «Questo torneo è ricco di cultura svizzera, storia e tradizione sportiva. Dopo venticinque edizioni sentiamo di condividere profondamente questi valori e abbiamo costruito amicizie che vanno oltre una normale partnership. L’European Masters è ormai una parte autentica del DNA di OMEGA. Per questo continuare insieme almeno fino al 2031 è stata una decisione molto semplice».
