Camere

Serve una vera strategia contro i «deepfake»

Il Consiglio federale dovrà portare soluzioni per contrastare l’uso abusivo di immagini – Accolta la mozione di Regazzi (Centro): «Bisogna tutelare in particolare gli adolescenti»
Luca Faranda
16.03.2026 22:30

«Il Consiglio federale è incaricato di presentare una strategia che permetta di procedere in maniera coordinata contro l’uso abusivo delle immagini e il ricatto tramite immagini intime, accordando particolare attenzione alla protezione dei bambini e dei giovani». È questa la richiesta principale di una mozione del «senatore» ticinese Fabio Regazzi (Centro) e modificata in parte dal Consiglio nazionale per inserire «modalità d’azione più efficaci». Oggi, il Consiglio degli Stati ha accolto tacitamente questa versione. Ma di cosa stiamo parlando? Sono immagini e video alterati (ad esempio attraverso l’intelligenza artificiale), conosciuti come «deepfake». Sul web aumentano infatti i casi di produzione e utilizzo di queste immagini false, specie a sfondo pornografico o pedopornografico, che poi vengono anche utilizzate per estorcere denaro. Il fenomeno interessa anche giovanissimi e donne. Al momento, però, la ciberstrategia nazionale non tratta né il problema delle immagini manipolate, né la ciberpedocriminalità.

Una visione d’insieme

Ora, il Consiglio federale dovrà agire. In che modo? «Innanzitutto, elaborando una strategia, poiché il Governo deve avere una visione d’insieme di questo problema. Poi dovrà passare ad atti concreti, che potrebbero anche portare a modifiche legislative», ci spiega Regazzi, auspicando che la strategia riguardi tutti gli aspetti di questo fenomeno, partendo dalla prevenzione fino ad arrivare al perseguimento di questi reati.

Tale strategia «dovrà comprendere iniziative coordinate in materia di etica, tecnica e diritto, di sensibilizzazione e d’intervento e promuovere misure concrete di protezione da parte di attori pubblici e privati», ispirandosi anche a quanto fatto per arginare il fenomeno da parte di altri Stati o dall’UE.

Le vittime sono spesso giovani

«Le vittime, spesso, sono i giovani: possono subire conseguenze che non riusciranno più a cancellare dalle loro vite», avvisa il consigliere agli Stati ticinese, aggiungendo che le persone più esposte sono anche quelle più vulnerabili. Proprio per questo, l’atto parlamentare è stato concertato con la fondazione Protezione dell’infanzia Svizzera. «La mozione mira soprattutto a proteggere i giovani dalle derive della tecnologia e in particolare dell’IA».

Sempre più realistici

Negli ultimi anni, ricorda Regazzi, i numeri dei casi sono schizzati alle stelle. E ciò soprattutto a causa del rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale: i video contraffatti sono infatti sempre più realistici.

«C’è necessità di agire con urgenza. In realtà, siamo già in ritardo. Anche affrontandoli per tempo, è difficile riuscire a gestire questo fenomeno: in un attimo le persone potrebbero essere sopraffatte. Ora c’è bisogno di invertire la rotta per cercare di contenere il fenomeno.