Svizzera

Servizio civile, la revisione «correggerà le derive degli ultimi anni»

In vista della votazione federale del 14 giugno sulla modifica della legge in materia, per un comitato interpartitico il servizio civile deve tornare ad essere accessibile unicamente alle persone confrontate con reali conflitti di coscienza
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Ats
17.04.2026 10:50

Il servizio civile deve tornare ad essere accessibile unicamente alle persone confrontate con reali conflitti di coscienza. È quanto afferma, in vista della votazione federale del 14 giugno sulla modifica della legge in materia, un comitato interpartitico, secondo cui la revisione «correggerà le derive degli ultimi anni».

L'obiettivo della modifica della legge sul servizio civile è rendere quest'ultimo meno attrattivo per ovviare alla carenza di soldati nell'esercito, inasprendo le condizioni di ammissione in particolare per coloro che hanno già prestato una parte considerevole del loro servizio militare. Contro la novità, voluta dal governo, è stato presentato un referendum.

La revisione mira ad applicare in modo coerente il principio costituzionale secondo cui non esiste libertà di scelta tra servizio militare e civile. Stando al comitato, il servizio civile deve cessare di essere «un'alternativa equivalente o addirittura più attrattiva».

Sempre più persone infatti lasciano l'esercito privilegiando questa seconda opzione non tanto per autentici conflitti di coscienza, ma per comodità personale. Nell'attuale contesto geopolitico, la Svizzera ha però bisogno di forze armate efficienti e di una protezione civile solida, fanno notare i sostenitori della modifica legislativa.

Essa porrà fine a un «lasciapassare concesso agli opportunisti», ha detto oggi nel corso di una conferenza stampa Jonas Lüthy, presidente dei Giovani PLR. «Il servizio obbligatorio non deve essere un menù alla carta», ha aggiunto il consigliere nazionale Michael Götte (UDC/SG).

Per il comitato è essenziale che la Svizzera disponga di una capacità di difesa credibile. L'«esodo di massa» verso il servizio civile ha però distrutto le fondamenta del sistema, criticano i fautori della riforma: nel solo 2025, oltre 7200 persone hanno scelto di passare a questa strada. Di conseguenza, l'esercito perde l'equivalente di una o due brigate all'anno.

Anche la protezione civile è fortemente sottodotata. Entro il 2030, gli effettivi rischiano di scendere a 50'000 militi, ben al di sotto della soglia necessaria di 72'000, è stato l'allarme lanciato.

La revisione di legge è quindi «indispensabile», ha rimarcato Isabelle Chappuis (Centro/VD), consigliera nazionale e presidente della Federazione svizzera della protezione civile (FSPC). Dobbiamo rafforzarci per tutelare al meglio la popolazione in caso di emergenza, ha dichiarato ancora la vodese, secondo la quale il problema non sono i valori dei giovani che sono cambiati, bensì un sistema di cui ci si può regolarmente approfittare.

Stefan Holenstein, presidente dell'Associazione delle società militari svizzere (ASM), ha sottolineato da parte sua che le infrastrutture svizzere non sono sufficientemente protette in caso di attacco, a causa dell'elevato numero di partenze. «Un'emorragia simile non è sostenibile per alcun sistema di milizia al mondo», ha avvisato.

Tanto più che nemmeno i quadri dell'esercito vengono risparmiati: tra il 2019 e il 2022, a farsi stuzzicare da questa alternativa sono stati in 1400, tra cui numerosi specialisti, come autisti, cuochi e personale medico. Vi è un'importante perdita di competenze, quando professionisti, dopo anni di formazione, passano al servizio civile, ha osservato il presidente della Società svizzera degli ufficiali (SSU), il ticinese Michele Moor.

«Tutti vogliamo una Svizzera pronta ad affrontare le crisi. Un sì il 14 giugno è il passo decisivo verso una politica di sicurezza credibile», ha riassunto Reto Nause (Centro/BE), consigliere nazionale e presidente dell'Alleanza Sicurezza.

La modifica di legge prevede sei misure mirate per rendere più difficile il passaggio dal servizio militare a quello civile. Fra le altre cose, chi sceglie di svolgere il servizio civile dovrà impegnarsi per un minimo di 150 giorni. Inoltre, il calcolo dei giorni ancora da prestare sarà effettuato applicando un fattore correttivo di 1,5 anche per i sottufficiali e gli ufficiali.

La possibilità di diventare civilisti rimarrà comunque aperta alle persone che si trovano ad affrontare un autentico conflitto di coscienza. Secondo il governo, in caso di sì alle urne fra due mesi, si prevede un calo degli arruolamenti del 40%. La sinistra ha lanciato un referendum sostenendo che la riforma sia incostituzionale, inutile per il rafforzamento dell'esercito, nonché il primo passo verso l'abolizione a tutti gli effetti del servizio civile.