Berna

«Servono regole più severe per contrastare la violenza domestica»

Il Nazionale approva una mozione in tal senso e chiede al Consiglio federale di elaborare una legge quadro che contempli prevenzione, protezione delle vittime e il perseguimento penale
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Ats
22.09.2026 14:50

Servono regole più severe per contrastare la violenza domestica in Svizzera. È quanto sostiene il Consiglio nazionale che oggi, approvando una mozione con 134 voti a 61, chiede al Consiglio federale di elaborare una legge quadro che contempli prevenzione, protezione delle vittime e il perseguimento penale, colmando in questo modo le esistenti lacune giuridiche.

La violenza domestica, in particolare quella contro le donne e i bambini, costituisce una grave violazione dei diritti umani. Stando all'atto parlamentare depositato dalla «senatrice» Marianne Maret (Centro/VS), una recente condanna della Svizzera da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha evidenziato che gli esistenti meccanismi di protezione sono insufficienti e troppo frammentati.

Attualmente, infatti, non esistono né standard minimi a livello nazionale né diritti di protezione chiari e vincolanti, e le competenze sono ripartite tra Confederazione e Cantoni in maniera confusa, è stato sottolineato in aula.

Secondo Manfred Bühler (UDC/BE) - che si è espresso a nome della minoranza della commissione preparatoria - una legge quadro non è necessaria poiché gli strumenti disponibili sono già sufficienti per proteggere dalle violenze.

Il Consiglio federale si è invece detto favorevole. Il «ministro» di giustizia e polizia, Beat Jans, ha tuttavia fatto notare che per attuare la richiesta della mozione sarà verosimilmente necessario modificare la Costituzione.

Tutela anche per richiedenti l'asilo

Sempre oggi, il Consiglio nazionale ha inoltre approvato - con 166 voti contro 24 e cinque astensioni - una mozione della consigliera agli Stati Heidi Z'graggen (Centro/UR) che domanda al Consiglio federale di adeguare la legge sull'asilo, la legge federale sugli stranieri e la loro integrazione e la legge sulla cittadinanza, definendo il rifiuto della violenza domestica e la protezione di donne e bambini quali criteri d'integrazione vincolanti sin dal primo giorno di soggiorno in Svizzera.

Concretamente, diverse leggi e disposizioni dovranno essere adeguate affinché, ad esempio, vengano organizzate formazioni obbligatorie sulla violenza domestica e sulle sue conseguenze penali e civili. Tali corsi dovranno essere inseriti in tutti i programmi d'integrazione federali, cantonali e comunali.

Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE) ha criticato il fatto che la mozione colleghi direttamente la violenza domestica all'immigrazione. La violenza e le sue vittime sono presenti in tutti gli strati della società, ha sottolineato.

A nome dell'Esecutivo, Beat Jans pronto ad accogliere anche questa mozione. La misura può essere integrata nella strategia nazionale contro la violenza domestica, che dovrebbe essere adottata all'inizio del 2027, ha spiegato.