Shopping tutto il weekend, la porta è rimasta aperta

Le aperture domenicali dei negozi spaccano la politica. Questa volta, è proprio il caso di dirlo. Da anni a Berna si discute di un’iniziativa cantonale di Zurigo che propone di concedere ai Cantoni la possibilità di autorizzare il lavoro domenicale nel commercio al dettaglio fino a dodici giorni all’anno, anziché quattro. Il Consiglio degli Stati, lo scorso giugno, non ha voluto entrare in materia sul progetto. Il voto? 21 a 21 e voto decisivo del presidente, il «senatore» Stefan Engler (Centro/GR), che ha deciso di far pendere l’ago della bilancia per il no. Ieri, era il turno del Consiglio nazionale: in caso di bocciatura, il progetto sarebbe stato definitivamente affossato. Il risultato? Per 97 voti contro 95 e 4 astensioni, la Camera del popolo ha tenuto il progetto in vita. Almeno per il momento.
«È un’esigenza»
Per la maggioranza (risicata) del Nazionale, la possibilità di fare acquisti anche la domenica «risponde a un’esigenza sociale». Il democentrista zurighese Martin Hübscher (UDC/ZH), a nome della commissione, ha sottolineato che questo progetto promosso dal suo Cantone contribuirebbe a «rafforzare il commercio al dettaglio fisico, sottoposto alla concorrenza del commercio online e del turismo degli acquisti».
Non solo, parlando di un «moderato allentamento», Hüsbscher ha sostenuto che queste aperture domenicali potrebbero contribuire all’attrattività dei centri cittadini. Zurigo, ad esempio, potrebbe trarne profitto. Ma ogni Cantone, ha sostenuto Hübscher, sarebbe libero di decidere se autorizzare o meno ulteriori aperture domenicali. Sempre, però, fino a un massimo di dodici aperture all’anno.
«A vantaggio dei grandi attori»
Di parere opposto, invece, il consigliere nazionale Leo Müller (Centro/LU), secondo cui a trarne beneficio sarebbero soprattutto i grandi attori del settore del commercio al dettaglio. Non i piccoli negozi. È una questione di prezzi, non di orari di apertura, ha sostenuto (invano) il lucernese. A suo avviso, poi, il commercio al dettaglio ha già oggi la possibilità di offrire i propri servizi anche la domenica, laddove un’esigenza particolare lo giustifichi.
Il Ticino si è già mosso da tempo. Inoltre, lo scorso giugno il Gran Consiglio ha deciso di rendere la gestione delle aperture domenicali per i negozi ticinesi un po’ più flessibile: sarà infatti possibile differenziare le aperture straordinarie già oggi concesse nelle quattro differenti regioni del nostro cantone: Mendrisiotto e Basso Ceresio, Luganese, Lago Maggiore e Valli, Bellinzona e Valli.
Un attacco al divieto
In Ticino, va ricordato, le prossime tre aperture domenicali straordinarie autorizzate dal Dipartimento delle finanze e dell’economia saranno come di consueto nel periodo natalizio: 29 novembre, 13 dicembre e 20 dicembre, fa sapere il DFE.
I piani della maggioranza del Consiglio nazionale però potrebbero presto sfumare: se anche il progetto dovesse passare lo scoglio parlamentare (i «senatori» ne riparleranno a dicembre), il sindacato Travail.suisse ha già minacciato di lanciare il referendum, denunciando «un nuovo attacco al divieto di lavoro domenicale».
