Crans-Montana

Sì, al Constellation c'era un'uscita di emergenza nel seminterrato: ma era bloccata

Sulla base delle planimetrie dell'edificio, dei video di sorveglianza, delle foto e delle dichiarazioni dei testimoni, la SRF ha potuto ricostruire, nel dettaglio, l'intero bar e confermare l'esistenza dell'uscita, sin qui contestata dai Moretti
© SRF
Red. Online
31.01.2026 16:32

Lo scorso 1. gennaio, durante i festeggiamenti per l'arrivo del nuovo anno, 40 persone hanno perso la vita nella tragedia del Constellation. Un'inchiesta di SRF, nel frattempo, ha fatto luce sulla «famosa» uscita di emergenza nel seminterrato. I giornalisti dell'emittente pubblica, da un lato, hanno confermato l'esistenza della via di fuga e, dall'altro, consultando gli atti dell'indagine, ribadito che la stessa, quella notte, era bloccata da uno sgabello. 

Non è chiaro, evidentemente, chi abbia posizionato quello sgabello e perché. Né, tantomeno, sappiamo se i servizi di emergenza siano riusciti ad adoperarla per accedere al locale, consumato dalle fiamme. Sappiamo, tuttavia, che le persone, nel tentativo di sfuggire alle fiamme e ai fumi, si sono accalcate per raggiungere la sola via d'uscita disponibile: le scale che conducevano al pian terreno. Anche al pian terreno, come noto, la situazione era tutto fuorché semplice: la normale uscita del bar era stretta, se non strettissima, mentre una porta laterale di servizio era chiusa a chiave.

Finora, tornando all'uscita d'emergenza nel seminterrato, gli avvocati dei coniugi Moretti si erano espressi in maniera dubbiosa a proposito di questa via di fuga, contestando sia che si trattasse effettivamente di un'uscita di emergenza sia che fosse bloccata al momento in cui si è scatenato l'inferno. Sulla base delle planimetrie dell'edificio, dei video di sorveglianza, delle foto e delle dichiarazioni dei testimoni, la SRF ha potuto ricostruire, nel dettaglio, l'intero Constellation e confermare l'esistenza di questa uscita.

Le simulazioni condotte da esperti in sicurezza antincendio, d'altro canto, hanno dimostrato che una seconda via di fuga utilizzabile nel seminterrato avrebbe accelerato notevolmente l'evacuazione. Invece, si è creato un collo di bottiglia davanti alla scala, ristretta nel 2015.

Oltre al gestore, Jacques Moretti, e a sua moglie, anche due impiegati del comune di Crans-Montana sono sotto inchiesta: l'ex e l'attuale responsabile della sicurezza. Già nel 2018, l'allora responsabile della sicurezza aveva richiesto un limite al numero di clienti, la presenza di estintori ben segnalati, piani di evacuazione e la formazione del personale. Tali richieste erano state ribadite anche nel 2019. Dal 2020 al 2025, per contro, il bar non è mai stato ispezionato.

Moretti è stato rilasciato dopo aver pagato una cauzione che ha scatenato infinite discussioni e polemiche fra Italia e Svizzera, con addirittura il ritiro dell'ambasciatore italiano a Berna. 

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