Berna

Si potrà pagare con la carta anche in caso di panne

È stato messo a punto un sistema di pagamento elettronico offline per i beni di prima necessità: sarà possibile fare acquisti in farmacie, negozi di alimentari e rifornimenti nelle stazioni di servizio - Le autorità assicurano: «Non sostituirà il contante» - Serve una carta fisica, il «contactless» non basta
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Luca Faranda
25.08.2026 06:00

«Presto, in Svizzera, anche in caso di problemi tecnici si potranno pagare con carta gli acquisti di prima necessità». Lo assicura l’Ufficio federale per l’approvvigionamento economico del Paese (UFAE), annunciando di aver trovato una «soluzione settoriale» per i pagamenti offline con carte. Ecco di che cosa si tratta.

Cosa sono i «pagamenti offline con carta»?

Si tratta di un sistema che permette alle carte di debito e di credito di poter effettuare una transazione anche senza rete. Il terminale di pagamento registra la transazione «offline» e quando la rete viene ripristinata (ad esempio in seguito a una panne elettronica o a un problema tecnico) trasmette questa transazione per l’elaborazione e l’addebito.

Come funziona il nuovo sistema?

La modalità offline scatta automaticamente non appena un terminale di pagamento non è più collegato al fornitore di servizi (ad esempio a causa di una panne). Non è necessario l’intervento delle autorità, né dei commercianti. Inoltre, il pagamento offline è un procedimento che avviene in background e i consumatori non hanno modo di rendersene conto. Il cliente deve inserire la carta fisica (può essere di debito oppure di credito, purché sia svizzera) nel terminale di pagamento. Il pagamento va confermato tramite PIN, consentendo così una verifica di sicurezza anche senza rete. L’addebito sul conto corrente del cliente avviene al ripristino della rete. Attenzione però, ci sono dei limiti di spesa anche per i pagamenti offline. Questi limiti non vengono resi noti per evitare un uso abusivo della funzione offline.

Cosa posso acquistare con il pagamento offline?

In caso di assenza di rete, i consumatori possono continuare a rifornirsi di beni di prima necessità: ciò significa alimenti, medicinali e carburante. La funzione offline è volutamente limitata e riguarda solo negozi di alimentari, farmacie e stazioni di servizio. L’obiettivo è infatti quello di consentire le transazioni anche in situazioni straordinarie, ma solo per i beni di prima necessità.

Da quando e dove sarà disponibile questo sistema?

Non è ancora noto. Ieri, però, è stata adottata una dichiarazione d’intenti congiunta di autorità, banche, fornitori di servizi di pagamento e negozi. «La maggioranza degli attori di mercato si è detta disposta a introdurre questa possibilità in modo graduale e a provvedere alla sua ampia diffusione entro la fine del 2027», indica l’UFAE, aggiungendo che la maggior parte dei negozi di alimentari ha già approvato la dichiarazione d’intenti e altri seguiranno. I pagamenti offline sono già realtà in Svezia e altri Stati del Nord Europa stanno introducendo misure simili.

Il sistema funziona anche con lo smartphone o gli orologi?

No. È necessaria una carta fisica svizzera (il sistema esclude le carte emesse all’estero) e bisogna anche inserire il PIN. Pertanto, non funzionano nemmeno i pagamenti senza contatto (ovvero «contactless»), né i dispositivi di pagamento mobili, come gli smartphone o gli orologi «smart». Non sono necessarie nuove carte fisiche, ma gli apparecchi di lettura devono essere riconfigurati.

Il sistema offline funziona anche in caso di blackout?

No. In caso di blackout, l’alimentazione dovrà avvenire tramite batteria esterna o generatore. «Se dovesse anche mancare la corrente e non fossero disponibili batterie d’emergenza, non funzionerebbe più neppure il pagamento offline», ci conferma il portavoce dell’UFAE Thomas Grünwald. In questi casi diventa necessario il denaro contante.

Non c’è il rischio di rendere superflui i contanti?

Proprio in situazioni di crisi come un’interruzione di corrente generalizzata diventano indispensabili i contanti. Per questo motivo, l’UFAE raccomanda di avere a disposizione, nelle scorte d’emergenza, anche banconote di piccolo taglio e monete per un importo sufficiente a coprire una settimana di spesa e un rifornimento di carburante.