Siccità, la Svizzera a corto d'acqua: «L'estate 2026 è stata senza precedenti»

La siccità che ha colpito il territorio svizzero – e ticinese – negli ultimi tempi non è passata inosservata. Come molti avranno notato, le foglie degli alberi, nei boschi e nelle foreste, si sono colorate di marrone già a giugno, mentre i corsi d'acqua si sono svuotati sempre più, raggiungendo livelli da minimi storici. L'estate del 2026, dai dati raccolti e analizzati fino ad ora, è stata estremamente calda e secca. Un fenomeno che ha suscitato diverse domande tra la popolazione e a cui esperti ed esperte dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) e del SLF hanno provato a rispondere. Qui di seguito, ve ne riportiamo alcune.
Partiamo da una domanda semplice, quanto cruciale: quando si può parlare di siccità? Gli esperti spiegano che si parla di siccità quando si verifica un periodo con precipitazioni ben al di sotto della media, che porta a carenze d’acqua nel suolo, nei corsi d’acqua e nelle acquee sotterranee, danneggiando in questo modo gli ecosistemi e le attività umane. Ci sono vari tipi di siccità, che sono caratterizzati da cause ed effetti diversi: siccità meteorologica, agricola o idrologica.
Un'altra domanda molto gettonata, alla luce delle temperature e del meteo di queste settimane, è la seguente: quanto è straordinaria la situazione dell’estate 2026? Gli esperti non usano mezzi termini. La situazione degli ultimi mesi è stata «davvero straordinaria». Già a luglio, sono stati osservati valori ai minimi storici in molti fiumi svizzeri. Il livello dell'Aabach (tra il Canton Lucerna e il Canton Argovia), per esempio, non è mai stato così basso da quando sono iniziate le misurazioni. Allo stesso modo, la portata del lago di Hallwill (nel Canton Argovia) non è mai stata così bassa come a luglio.
In Svizzera – soprattutto nell’Altopiano svizzero –, le precipitazioni sono state decisamente sotto la media di lungo periodo. Allo stesso tempo, durante l'estate le temperature sono state spesso al di sopra del livello tipico di questo periodo dell’anno. Se guardiamo le statistiche, i valori intorno alla fine di giugno rientrano in uno schema che si ripete con una frequenza che va da ogni due a ogni dieci anni, a volte anche più raramente. E le conseguenze sono visibili per esempio nei suoli secchi, nei livelli bassi dei corsi d'acqua e delle acque sotterranee. Una situazione che si è aggravata ulteriormente da metà luglio.
Molti inoltre, si sono chiesti quali luoghi siano stati più colpiti, e quali quelli meno colpiti. A questa domanda, gli esperti rispondono citando i dati della piattaforma nazionale sulla siccità, dalla quale emerge che la maggior parte della Svizzera è stata colpita dal fenomeno. Fino a poco tempo fa, le regioni alpine hanno potuto approfittare un po’ dello scioglimento delle nevi. Poiché però anche quest’anno la neve è caduta di rado, anche i ruscelli di montagna sono estremamente secchi per questo periodo dell’anno.
Diverse persone si sono anche chieste per quanto tempo e con quale intensità dovrebbe piovere per poter tornare alla normalità? Una domanda a cui gli esperti rispondono sottolineano come le precipitazioni brevi siano in grado di migliorare la situazione solo parzialmente. I corsi d’acqua superficiali reagiscono velocemente alla pioggia, mentre le acque sotterranee e gli strati del terreno necessitano di un periodo più lungo di rigenerazione. Per un vero miglioramento della situazione servono quindi precipitazioni più lunghe e che coprano aree maggiori. Al tempo stesso, queste precipitazioni non dovrebbero essere troppo intense, altrimenti a livello locale possono causare deflussi superficiali e allagamenti. La pioggia intensa, infatti, è generalmente un problema, dal momento che scavalca la capacità di assorbimento del suolo.
C'è chi si è interrogato anche su quale sia l'impatto della siccità sul nostro territorio. Nel rapporto, gli esperti evidenziano, ancora una volta, come fiumi e laghi, nel mese di agosto, siano stati colpiti da una grave carenza d'acqua. Osservando i livelli delle acque sotterranee misurati dalla Confederazione, circa la metà dei bacini sono sotto la media. La penuria d’acqua si ripercuote di conseguenza su praticamente tutti i settori della gestione delle acque. I prelievi d’acqua dai fiumi, ad esempio, sono limitati. Questo significa che l’agricoltura non può irrigare nella misura abituale. Molte aziende alpestri hanno dovuto portare le mucche in valle prima del previsto, perché l’acqua e il foraggio non erano abbastanza. Inoltre, molte aziende sono costrette a utilizzare già adesso le loro riserve di foraggio per l’inverno. Di conseguenza, alcune aziende agricole hanno ridotto i loro effettivi di animali.
Ma le conseguenze non finiscono qui. Anche il livello basso d’acqua del lago di Costanza comporta problemi: a volte le barche private non restano più in acqua. Anche la navigazione sul Reno per il trasporto di merci dal Mare del Nord alla Svizzera può trasportare solo una piccola parte del carico abituale. E anche i pesci e gli organismi acquatici presenti nei fiumi risentono dei bassi livelli d'acqua. L’acqua si riscalda più velocemente e al più tardi a partire dai 25 gradi, la mortalità di gran parte dei pesci aumenta notevolmente. Inoltre, i pesci sono più stressati e si riproducono con più difficoltà, e hanno bisogno di rifugi freschi, che vanno persi a causa dell’abbassamento dei livelli d’acqua. Non a caso, in questi mesi, la Federazione Svizzera di Pesca ha riportato di numerose pesche di soccorso e di una moria di pesci senza precedenti.
Qualcuno si è anche domandato quali conseguenze ci sono per le acque sotterranee e per l'approvvigionamento di acqua potabile, in fasi prolungate di siccità come questa. Fasi che, indubbiamente, come spiegano gli esperti, influiscono anche sui livelli delle acque sotterranee, che di solito reagiscono solo lentamente. Se però un deficit pluviometrico dura abbastanza a lungo, i livelli medi delle acque sotterranee possono calare. I livelli bassi delle acque sotterranee possono avere conseguenze negative sulle portate delle sorgenti e di conseguenza anche sulla quantità d’acqua che viene utilizzata per l’approvvigionamento di acqua potabile. Nel caso dell'estate 2026, la disponibilità d’acqua non può soddisfare appieno la richiesta e, pertanto, la Svizzera si trova di fronte a una scarsità d’acqua.
Legata a questo aspetto, è anche la domanda relativa a un possibile razionamento dell'acqua. Per gli esperti, infatti, in Svizzera l'acqua è decisamente sotto pressione d’uso. Con il cambiamento climatico questa pressione aumenterà ulteriormente, soprattutto nei mesi estivi, quando la richiesta d’acqua è maggiore. Le simulazioni del clima mostrano che ci sarà una ridistribuzione stagionale del deflusso nei corsi d’acqua: aumento dei deflussi in inverno e diminuzione in estate, proprio quando il consumo d’acqua è maggiore. Oggi in Svizzera manca una panoramica completa su quando, dove, come e quanta acqua venga prelevata dai corsi d’acqua naturali. Inoltre, ad oggi non c’è una prioritizzazione ufficiale dei diversi utilizzi d’acqua che, in caso di scarsità d’acqua, indicherebbe chi dovrebbe dividersi l’acqua disponibile. La sovranità sulle acque appartiene principalmente ai Cantoni, in alcuni luoghi ai Comuni. È in corso la fase iniziale di elaborazione di una strategia nazionale sull’acqua.
C'è anche chi si è chiesto se la Svizzera si prosciugherà mai. Una situazione che genera ansia e preoccupazione, a ragion veduta. Per gli esperti, ciò che è certo è che, attualmente, è evidente che siamo chiamati ad agire e che dovremo fare i conti con la siccità e il continuo cambiamento climatico. In Svizzera abbiamo il vantaggio di avere l’arco alpino attraverso tutto il Paese: questo obbliga le masse d’aria a salire, il che favorisce la formazione di precipitazioni. Ciononostante, in futuro potremo compensare meno bene i periodi caldi e secchi, perché i contributi ai deflussi dallo scioglimento dei ghiacciai e delle nevi saranno minori. Questo comporterà una maggiore dipendenza dalle precipitazioni, cosa che renderà la Svizzera più vulnerabile a causa della dispersione irregolare.
