Medio Oriente

«Sono a Dubai, ho un problema serio», scatta la truffa durante l'emergenza

Gli anziani genitori di una 50.enne svizzera che vive negli Emirati Arabi Uniti sono caduti nella trappola: «Si fa spesso prevenzione, ma in un momento di shock forse non si riesce a ragionare lucidamente»
© KEYSTONE (EPA/DANIEL IRUNGU)
Red. Online
07.03.2026 14:00

Secondi i dati forniti dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), in questo momento ci sono 5.200 cittadini svizzeri che vivono negli Emirati Arabi Uniti e 2.500 sono registrati sull'app TravelAdmin. Una donna svizzera 50.enne vive a Dubai da quattro anni e ha contattato 20 Minuten per mettere in guardia altri che, come i suoi genitori, rischiano di finire nella trappola di truffatori che sfruttano la guerra scoppiata in Medio Oriente per spillare soldi alle famiglie preoccupate.

Lo scorso mercoledì, la donna ha deciso di intraprendere una gita «lontano dal caos». Quando, il giorno seguente, ha sentito la madre, lei le ha domandato se stesse bene e «se avesse ricevuto i soldi». «In quel momento ho capito subito cosa era successo», racconta la 50.enne. Dei truffatori avevano contattato i suoi genitori con un numero di cellulare svizzero, spacciandosi per lei e dicendo di avere acquistato una nuova SIM. «Non volevo dirtelo, ma ora ho un problema serio. Mi aiuti?», recitava il messaggio WhatsApp.

Poco dopo, il mittente ha chiesto al padre della donna di effettuare due bonifici. «Con le immagini dei bombardamenti impresse nella mente, ha preso sul serio il messaggio e ha disposto i bonifici senza fare troppe domande». In due versamenti, i genitori hanno trasferito circa 16.000 franchi su un conto nei Paesi Bassi.

La 50.enne svizzera aveva messo in guardia più volte, in passato, i genitori anziani sul tema delle truffe. Avevano persino concordato una parola in codice per situazioni del genere. «Erano semplicemente preoccupati per me». La famiglia ha immediatamente informato l'istituto bancario e la polizia. «La banca ha avviato le procedure e sta facendo tutto il possibile per recuperare il denaro, che non è ancora arrivato sul conto del destinatario».

Con la sua storia, la donna svizzera vuole mettere in guardia altri. «Forse i truffatori provano questo stratagemma anche con altre persone che hanno parenti nella regione del Golfo. Si sente spesso parlare di tentativi di truffa di questo tipo, ma in un momento di shock forse non si riesce a ragionare lucidamente».

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