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Sparatoria al rave di Aarau: che cosa sappiamo e che cosa resta da chiarire

La vittima è una 22.enne: secondo l’ANSA sarebbe italiana, ma non c'è ancora conferma – La polizia cerca i responsabili: «Non c’è una situazione di pericolo acuto»
©KEYSTONE/PETER SCHNEIDER
Red. Online
30.08.2026 14:30

Una sparatoria ha interrotto nella notte tra sabato e domenica il rave organizzato alla Pferderennbahn di Schachen, ad Aarau. Il bilancio è di una vittima e cinque feriti. Ecco che cosa è noto finora e quali sono gli aspetti ancora da chiarire.

Che cosa è successo?

Gli spari sono stati esplosi attorno alle 3, quando la festa techno, l’«Aarauer Rave VOL. 7», stava volgendo al termine. In quel momento numerosi partecipanti si stavano dirigendo verso l’uscita. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, alcuni presenti hanno inizialmente scambiato i colpi per fuochi d’artificio o petardi. Quando è stato gridato «Tutti a terra!», diverse persone hanno cercato riparo dietro il bar, nei bagni e sotto la consolle del DJ. La sparatoria sarebbe avvenuta all’esterno dell’area dell’ippodromo, ma la dinamica precisa non è ancora stata ricostruita dalle autorità.

Chi sono le vittime?

La Polizia cantonale argoviese ha confermato la morte di una donna di 22 anni, deceduta sul posto per le ferite riportate. Un testimone ha raccontato che alcuni partecipanti hanno tentato di soccorrerla e di rianimarla. Un testimone oculare ha raccontato al Blick i tentativi di rianimazione: «Abbiamo provato a rianimarla, ma è morta dissanguata davanti ai nostri occhi». Altre cinque persone, quattro uomini e una donna tra i 24 e i 27 anni, sono state trasportate in ospedale. Le loro ferite sono state definite da lievi a gravi.

Secondo l’agenzia di stampa italiana ANSA, che cita fonti informate, la vittima sarebbe una cittadina italiana. L’unità di crisi della Farnesina sta seguendo il caso in coordinamento con l’Ambasciata d’Italia a Berna e il Consolato generale a Basilea. La Polizia cantonale argoviese, nel punto stampa delle 14, non ha confeermato questa indiscrezione, limitandosi a dire che tutte le persone coinvolte risiedevano in Svizzera.

Chi ha sparato?

Per il momento non è stata arrestata alcuna persona. La Polizia parla di una «persona o persone responsabili» ancora sconosciute e non precisa se si sia trattato di un singolo autore o di più assalitori. Sono tuttora ignoti il movente, il numero esatto degli spari e il tipo di arma utilizzata. La ricerca dei responsabili è in corso. Anche la Polizia tedesca partecipa agli accertamenti nell’ambito della collaborazione transfrontaliera.

La Polizia cantonale non ha ancora chiarito se le vittime avessero rapporti tra loro né ha fornito indicazioni sul possibile movente. Al momento, inoltre, non vi sono elementi che confermino un bilancio più grave di quello ufficiale: una vittima e cinque feriti.

Tra gli scenari considerati dagli inquirenti non viene esclusa in assoluto alcuna ipotesi, ma diversi elementi non sembrano al momento indicare un attentato terroristico. Il rave era infatti già terminato o in fase di conclusione quando sono stati segnalati gli spari; inoltre, sabato sera ad Aarau si svolgeva anche «Musig i de Altstadt», una manifestazione più grande nel centro cittadino.

Un giornalista di Tele M1, durante la conferenza stampa, ha chiesto di alcuni spari contro persone appartenenti alla comunità nomade, che si trovavano in un’area di sosta nelle vicinanze. «Sono stati testimoni diretti dell’accaduto» ha precisato la Polizia, senza tuttavia chiarire ulteriormente.

Qual è la situazione ad Aarau?

L’area attorno alla Pferderennbahn, al vicino impianto balneare e al campo sportivo è stata isolata. La popolazione è stata invitata a non avvicinarsi alla zona e la piscina è rimasta chiusa. Sul posto sono intervenuti numerosi agenti, ambulanze, pompieri, il dispositivo cantonale d’intervento in caso di catastrofe e un elicottero Super Puma dell’esercito. La Polizia ha inoltre rafforzato la propria presenza ad Aarau e nei dintorni.

Nel corso della giornata la Polizia cantonale ha precisato che non vi era più una situazione di pericolo acuto e che appariva poco probabile che i responsabili si trovassero ancora nella regione di Aarau. La ricerca è comunque proseguita e alla popolazione è stato chiesto di restare vigile.

I partecipanti alla festa sono stati accompagnati in una palestra, dove hanno ricevuto assistenza da un’équipe di supporto psicologico e sono stati ascoltati dagli inquirenti.

Che cosa dicono organizzatori e autorità?

L’agenzia zurighese Agency Events, organizzatrice del rave, ha dichiarato di essere «scioccata, sconvolta e triste». In una nota ha ricordato che un rave dovrebbe essere «un luogo di gioia e amore», non un luogo dove le persone vengono uccise, ferite o costrette a vivere nella paura. L’agenzia ha espresso vicinanza alla vittima, ai feriti e ai loro familiari, ringraziando polizia e soccorritori. Ha inoltre assicurato che farà tutto il possibile per sostenere le indagini. Anche il Rennverein Aarau, che gestisce l’ippodromo, ha espresso cordoglio e ringraziato le forze d’intervento. Il sindaco di Aarau Hanspeter Hilfiker ha detto che i pensieri della città vanno ai familiari della vittima e alle persone ferite. Il Consiglio di Stato argoviese si è detto «profondamente colpito» dall'atto di violenza avvenuto ad Aarau condannandolo fermamente. «I nostri pensieri sono rivolti alle vittime, ai loro familiari e a tutte le persone che hanno dovuto assistere a questo terribile evento», si legge nel messaggio. 

Come proseguono le indagini?

Gli inquirenti stanno cercando testimonianze, immagini e video registrati durante la sparatoria. Chi dispone di materiale utile è invitato a consegnarlo alla Polizia cantonale argoviese. Restano da chiarire soprattutto l’origine del conflitto, il numero degli autori, il movente e la sequenza esatta degli spari.

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