Il punto

Sparatoria al rave di Aarau: cronologia di una tragedia

Una vittima italiana di 22 anni, cinque feriti, due scene del crimine e 24 ore di caccia all'uomo: che cosa sappiamo e cosa resta ancora senza risposta
© KEYSTONE
Red. Online
31.08.2026 18:01

Una giovane donna italiana di 22 anni uccisa, cinque feriti, quasi 24 ore di caccia all'uomo a livello nazionale e internazionale, e infine l'arresto di un cittadino svizzero di 43 anni – Ecco la ricostruzione dettagliata di quanto avvenuto nella zona dello Schachen, ad Aarau, tra sabato 29 e lunedì 31 agosto 2026.

Sabato, ore 15.00 — inizia l'Aarauer Rave

L'Aarauer Rave prende il via nella zona dello Schachen, a due passi dall'Aare, sotto una struttura coperta presso l'ippodromo. È la settima edizione dell'evento, organizzato dall'agenzia zurighese Urban Agency, con diversi DJ in programma e circa 3.500 persone attese. La fine è prevista per le 2 di domenica mattina.

Domenica, ore 2.00 — la festa techno finisce

La musica viene interrotta con relativa puntualità all'orario annunciato. Gli ospiti iniziano ad avviarsi verso casa, chi prima chi dopo.

Circa ore 2.30 — i primi colpi nell'area della festa

Improvvisamente risuonano degli spari nella zona dell'ingresso principale e del parcheggio in ghiaia antistante. Testimoni oculari e auditivi parlano di una ventina di colpi; la polizia recupererà poi oltre una dozzina di bossoli. Una italiana di 22 anni viene colpita, secondo i testimoni, al petto e al collo. I primi soccorritori lottano per salvarle la vita, invano. Quattro uomini e una donna vengono a loro volta raggiunti da proiettili, con ferite da leggere a gravi. Sui social e nei media molti presenti raccontano quei momenti: in un primo momento diversi pensano a dei fuochi d'artificio. Gli spari si sentono fino all'interno della città di Aarau: anche il comandante della polizia cantonale riferirà di essere stato svegliato dai colpi. Gli ospiti cercano riparo: si accucciano dietro agli oggetti, si nascondono nei bagni chimici, fuggono. Il responsabile della sicurezza apre l'area verso l'Aare per consentire l'evacuazione.

Pochi minuti dopo — nuovi spari alla piazzola dei nomadi

A poca distanza, circa 350 metri, si sentono altri colpi: questa volta presso l'area di sosta delle popolazioni nomadi. Un uomo sale in auto con il nipote quando un altro veicolo si ferma: il conducente scende e punta un'arma contro i due. Il nipote accelera, un proiettile colpisce la vettura. Secondo il racconto di un testimone, altri proiettili sfiorano una donna nelle vicinanze.

Circa ore 2.30 — arrivano le chiamate d'emergenza

Alla polizia argoviese arrivano le prime chiamate al numero d'emergenza. Si capisce subito che sta accadendo qualcosa di grave: si parla di spari, di morti e feriti. Viene disposto un dispiegamento massiccio verso l'area del rave, ma l'entità dei fatti è ancora ignota.

Circa ore 3.00 — la polizia entra nell'area

Gli agenti cercano di mettere sotto controllo un'area molto estesa e trovano ancora un centinaio di persone. Primi soccorritori e poi i mezzi di soccorso si occupano delle vittime. Si cerca l'autore, si portano le persone al sicuro. Non è chiaro dove si trovi il responsabile, né se abbia sparato una sola persona o più.

Ancora notte — le testimonianze

I presenti vengono portati al sicuro nella vicina palestra Schachen, dove iniziano gli interrogatori; sul posto è attivo un team di assistenza psicologica. Vengono ascoltati anche i nomadi. La zona viene chiusa su un ampio perimetro. Parte la caccia all'uomo, a livello svizzero e internazionale. Il servizio tecnico avvia il rilevamento delle tracce. Un Super Puma sorvola Aarau, i pompieri pattugliano l'Aare con le imbarcazioni.

Domenica mattina — la Svizzera incredula

La notizia si diffonde rapidamente. Aarau e l'intero Paese si svegliano davanti a titoli difficili da credere: un attentato terroristico nella tranquilla Aarau? Un caso di follia omicida? I primi testimoni parlano con i media verso le 4. A causa di informazioni errate si parla inizialmente di un numero di vittime molto più alto. Alle 5.32 la polizia parla di un grande intervento in corso e allestisce un punto di raccolta per la stampa. C'è la conferma di un morto. Arrivano le espressioni di sgomento e di lutto: dal governo cantonale, dall'esecutivo cittadino e dagli organizzatori dell'evento. Davanti alla strada chiusa che porta alla piscina e all'ippodromo vengono deposte tre rose in memoria delle vittime.

Domenica, ore 14.00 — il portavoce della polizia davanti ai media

Il caso ha già eco internazionale. L'attentato terroristico al Christopher Street Day di Berlino del 26 luglio spinge molti giornalisti a pensare anche in questo caso a un attacco terroristico. Bernhard Graser, portavoce della polizia cantonale argoviese, illustra la situazione sul posto: conferma una vittima, una donna di 22 anni, e cinque feriti. Sul motivo non può fornire indicazioni; l'autore è ignoto e in fuga.

Domenica pomeriggio — il messaggio di Giorgia Meloni

In Italia la morte della ventiduenne italiana suscita una forte reazione: è di nuovo una cittadina italiana a morire tragicamente in Svizzera, con il ricordo ancora fresco di Crans-Montana, dove a Capodanno alcuni cittadini italiani sono morti tra le fiamme. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni esprime il suo «profondo dolore» per la morte della giovane italiana nella «tragica sparatoria» di Aarau, con un pensiero anche per i feriti e per tutte le persone colpite dal drammatico evento. Il consigliere federale Ignazio Cassis telefona all'omologo italiano Antonio Tajani: secondo quanto comunicato dal ministero italiano, Cassis porge le condoglianze della Svizzera al governo italiano. Tajani ringrazia per il «gesto di solidarietà e amicizia della Svizzera» e offre il sostegno italiano nelle ricerche. La pressione politica sulla polizia argoviese aumenta.

Domenica, ore 18.30 — la conferenza di polizia e procura

Nella sede della polizia di Schafisheim la situazione viene illustrata per la prima volta in modo esaustivo. Presenti il consigliere di Stato Dieter Egli, il comandante della polizia Michael Leupold, il capo dell'intervento Matthias Schildknecht e il procuratore capo Philipp Umbricht. Quest'ultimo dichiara: «Se riusciremo a chiarire il caso lo dirà il futuro. Non sarà per mancanza di impegno da parte di nessuno».

I punti confermati

Vittime: una donna italiana domiciliata in Svizzera è morta. I cinque feriti — cinque uomini svizzeri e una donna tedesca domiciliata in Svizzera, secondo quanto indicato in conferenza — non sono in pericolo di vita.
Autore: non identificato, ricerche in corso. Si parla di almeno una persona.
Movente: sconosciuto. Le indagini seguono tre piste — attentato terroristico, follia omicida (Amoklauf), regolamento di conti tra criminali.
Scene del crimine: due nello Schachen, quella della festa e quella della piazzola dei nomadi.
Armi: bossoli di due armi diverse. Quelli di calibro 9 mm provengono da una pistola, possibilmente da una pistola mitragliatrice; inoltre una dozzina di bossoli di un fucile, ricondotti a un'arma della famiglia AK 47. Due armi non significano necessariamente due autori: una sola persona può portarne due.

Domenica, circa ore 23.00 — dati più precisi sulle vittime

La polizia cantonale diffonde un comunicato: le indagini procedono a pieno ritmo, con il coinvolgimento di diverse autorità di tutta la Svizzera e dei Paesi vicini. Viene precisato che i feriti hanno tra i 24 e i 31 anni, e non tra i 24 e i 27 come comunicato inizialmente.

Lunedì mattina, dopo le 7.00 — nessuna novità

Alle richieste dei media la polizia non fornisce nuovi elementi. L'Ufficio federale di polizia (fedpol) conferma però che la polizia cantonale argoviese ha disposto la ricerca dell'autore ignoto a livello nazionale e internazionale.

Lunedì notte, poco prima delle 13.00 — l'arresto

Viene arrestato un cittadino svizzero di 43 anni, a poco meno di 24 ore dagli spari nello Schachen di Aarau. Il grave sospetto: aver aperto il fuoco, uccidendo una persona e ferendone cinque. La polizia cantonale argoviese comunica l'arresto. Le informazioni sono scarne: il quarantatreenne svizzero avrebbe agito da solo. Non si sa dove sia stato bloccato né da quale unità, nulla viene detto sul movente e nemmeno su come gli investigatori siano arrivati a lui. Un dettaglio significativo: la polizia informerà sul caso solo mercoledì. È stato imposto un blackout informativo.

Le domande ancora aperte

Quale è il movente dell'uomo arrestato e quale relazione ci sia — se ce n'è una — tra i due luoghi degli spari. Come e dove è avvenuta la cattura, e quali elementi hanno portato gli investigatori all'identificazione. La provenienza delle armi, in particolare del fucile d'assalto. Se l'ipotesi terroristica sia stata formalmente esclusa.

In questo articolo: