Argovia

Sparatoria di Aarau: il presunto autore è stato catturato o si è costituito?

Secondo il «Corriere della Sera», il 43enne svizzero si sarebbe consegnato alle autorità assumendosi ogni responsabilità: «Un solitario arrabbiato col mondo»
©MICHAEL BUHOLZER
Red. Online
01.09.2026 10:30

Il presunto autore della sparatoria è stato catturato o si è costituito? Nonostante la Polizia cantonale argoviese non abbia ancora fornito dettagli sulle modalità dell’arresto del 43enne sospettato di aver aperto il fuoco al rave in scena ad Aarau, oggi il Corriere della Sera fornisce una sua lettura di quanto avvenuto nelle scorse ore.

L’uomo, «che risulta a un livello di comunicazione ufficiale esser stato catturato, si desume con un’operazione mirabile, si sarebbe invece costituito», si legge sul quotidiano italiano, che sottolinea come il 43enne si sia «presentato (alle autorità, ndr) assumendosi subito ogni responsabilità». E ancora: «Certo convinto d’esser braccato, avendo lasciato dietro sé significativi errori e testimoni, a cominciare dalle quindici famiglie rom che vivono nell’insediamento posizionato lungo il sentiero di fuga del killer rispetto all’ippodromo». Nella sparatoria, lo ricordiamo, è morta una 22enne italiana, abruzzese di origini rom, e 5 persone sono rimaste ferite.

Il Corsera cita poi «un’altra voce», che «la polizia non smentisce», ovvero che il presunto autore della sparatoria sarebbe in qualche modo legato all’Esercito svizzero. Il quotidiano scrive dell'uomo finito in manette: «Nazionalità svizzera, soltanto questa, nessun’altra cittadinanza. Anni 43. Conoscenze e abilità nelle armi, allenamenti al poligono. Un solitario, forse senza complici. Arrabbiato col mondo, da esso ogni giorno infastidito. In cerca di obiettivi ignoti ma nella sua testa codificati: giovani in festa, le risate e il divertimento quali sommi peccati capitali da mondare».

Intanto, quest'oggi, Olivier Grein, direttore di Urban Agency Events e organizzatore del rave party, ha difeso il dispositivo di sicurezza dell'evento. «Solo un massiccio dispiegamento di forze di polizia permette di impedire un attacco armato contro una folla numerosa», ha dichiarato alla Neue Zürcher Zeitung.

«Se un attacco del genere proviene dall'esterno, non vedo cosa possiamo fare», ha aggiunto, ricordando che l'organizzatore è responsabile della sicurezza all'interno del sito, mentre la polizia si occupa delle zone circostanti. «In futuro, la polizia sarà probabilmente più presente durante i grandi eventi, come già avviene in molti Paesi», ha spiegato Grein, non risparmiando qualche critica alla politica: «Oggi ho l'impressione che la protezione dei dati e della privacy abbia la precedenza sulla prevenzione dei reati».

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