Spesa oltreconfine, ma quanto si risparmia davvero?

Un chilo di farina bianca a 59 centesimi di euro. Alla Migros, lo stesso chilo costa 1,90 franchi. Ecco, in due righe, perché il lunedì mattina nel parcheggio di Lottstetten una macchina su due porta targa zurighese, come scrive il Tages-Anzeiger.
A pochi chilometri dal confine, il Comune tedesco di Lottstetten ha inaugurato da quasi un anno il parco commerciale Hinter der Kapelle: tre ettari e mezzo, ormai in gran parte edificati, un investimento di Edeka da 22 milioni di franchi e circa cento posti di lavoro attesi. Dentro ci sono un supermercato Edeka, il discount Netto, la drogheria Rossmann, un McDonald's, un autolavaggio e un parcheggio a più piani che li collega. Una stazione di benzina è in costruzione. L'obiettivo? Tutto fuorché nascosto: la clientela svizzera.
Lottstetten, dalle sale giochi ai discount
Negli anni Novanta, gli acquirenti dalla Svizzera passavano soprattutto dalla vicina Jestetten. A Lottstetten, per contro, no: il collegamento scadente con la rete autostradale, per anni, ha reso difficile attirare aziende, in particolare manifatturiere, mentre i tentativi del Consiglio comunale sono andati a vuoto più volte. A riempire le casse ci hanno pensato le sale giochi e le agenzie di scommesse, molto frequentate dai residenti svizzeri e finite a più riprese sulla stampa. Un'immagine con cui il Comune, scrive il Südkurier, faticava a identificarsi.
Oggi, il centro del paese è disegnato dal commercio al dettaglio: all'ingresso un Lidl, una drogheria DM, un negozio di calzature Deichmann. E ancora, scrive sempre il Tages-Anzeiger: l'anno scorso è arrivata una seconda filiale Lidl, senza generi alimentari, dedicata al non-food fra elettrodomestici e tessili. Il nuovo polo, invece, sta dall'altra parte della strada principale, staccato dalla zona residenziale, servito da una strada costruita apposta.
Ma si risparmia davvero?
La Svizzera, davvero, dista pochissimi chilometri. Nei negozi si sente parlare svizzero-tedesco, nel posteggio le targhe sono perlopiù zurighesi, qualcuna sciaffusana. Un giovane padre incontrato sul posto ha approfittato della giornata con la figlia per fare la spesa oltreconfine: nel carrello, il motivo è visibile.
Il confronto, al cambio del 25 agosto 2026 di 1 euro per 0,94 franchi, dice questo. La forbice più larga? Sugli alimentari di base e sui detergenti. La farina bianca, dicevamo: circa 55 centesimi di franco contro 1,90 alla Migros, più del triplo. Un tipico detergente per WC costa 1,95 euro, attorno a 1,83 franchi, contro i 4,50 di Coop: circa il 145% in più. Il bagnoschiuma Nivea? 2,06 franchi di là, 3,50 di qua. Chi ha intolleranze o segue una dieta vegana trova la differenza più marcata: la bevanda d'avena Oatly a 2,06 franchi contro 3,50, la farina senza glutine a 4,69 al chilo contro 7,60. Fra il 60 e il 70%. Poi ci sono gli scarti più contenuti, ma comunque percepibili: un litro di Coca-Cola costa quasi la metà, il latte intero di marca propria 1,12 franchi contro 1,60, un vasetto di omogeneizzato Hipp 1,40 franchi da Rossmann contro i 2,10 di Coop.
Ma attenzione: non tutto conviene, riferisce il quotidiano zurighese. Una confezione da dieci barrette Kinder passa da 3,09 a 3,60 franchi, differenza minima. I pannolini Pampers in maxi-confezione costano praticamente uguale, attorno ai 20 franchi. Il risparmio, insomma, premia chi sa dove pescare.
Il vero limite è la franchigia
C'è un incentivo in più, proprio come succede con i ticinesi in Italia: i clienti svizzeri possono farsi rimborsare l'imposta sul valore aggiunto tedesca. Serve il certificato di esportazione rilasciato dal negozio al momento dell'acquisto, poi il timbro della dogana tedesca al confine. Il rimborso è del 7% sugli alimentari e del 19% sulla maggior parte degli altri beni. Fronte svizzero, invece, il calcolo cambia. La franchigia di valore per l'importazione esente da IVA è ferma a 150 franchi per persona: era di 300, è stata dimezzata il 1. gennaio 2025. Vale una sola volta al giorno, ma vale anche per i bambini. Il riferimento è il valore della merce al netto dell'imposta tedesca. Superata la soglia, l'imposta svizzera si paga sull'intero valore: aliquota ordinaria all'8,1%, ridotta al 2,6% per gli alimentari.
