Berna

Statuto S, Quadri propone attività di pubblica utilità per chi beneficia dell’assistenza

Mozione del consigliere nazionale leghista: «In Ticino il loro tasso di occupazione è tra i più bassi della Svizzera, una situazione che può incidere sull’accettazione della popolazione residente»
© CdT/Gabriele Putzu
Red. Online
29.09.2026 10:09

Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi) chiede al Consiglio federale di subordinare il mantenimento dell’assistenza sociale per i titolari dello statuto S abili al lavoro alla partecipazione a programmi di occupazione, integrazione o pubblica utilità.

La proposta è contenuta in una mozione che domanda di modificare la legge sull’asilo e la relativa ordinanza. L’obbligo riguarderebbe chi non svolge già un’attività lucrativa o una formazione. In caso di rifiuto ingiustificato, le prestazioni assistenziali potrebbero essere ridotte in misura proporzionata.

Un'imposizione

Secondo Quadri, in Ticino il tasso di occupazione dei titolari dello statuto S è tra i più bassi della Svizzera, una situazione che, a suo avviso, può incidere sull’accettazione della popolazione residente. La mozione intende quindi introdurre una base legale federale che permetta ai Cantoni di imporre la partecipazione a queste attività.

L’impegno dovrebbe essere proporzionato e adattato alla situazione individuale, scrive. Le attività, precisa il testo, dovrebbero rispondere a un interesse pubblico, senza sostituire impieghi regolari né fare concorrenza alle aziende private. La regola dovrebbe valere anche per i permessi B che, secondo la mozione, deriveranno dallo statuto S a partire da marzo 2027.