Statuto S, Quadri propone attività di pubblica utilità per chi beneficia dell’assistenza

Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi) chiede al Consiglio federale di subordinare il mantenimento dell’assistenza sociale per i titolari dello statuto S abili al lavoro alla partecipazione a programmi di occupazione, integrazione o pubblica utilità.
La proposta è contenuta in una mozione che domanda di modificare la legge sull’asilo e la relativa ordinanza. L’obbligo riguarderebbe chi non svolge già un’attività lucrativa o una formazione. In caso di rifiuto ingiustificato, le prestazioni assistenziali potrebbero essere ridotte in misura proporzionata.
Un'imposizione
Secondo Quadri, in Ticino il tasso di occupazione dei titolari dello statuto S è tra i più bassi della Svizzera, una situazione che, a suo avviso, può incidere sull’accettazione della popolazione residente. La mozione intende quindi introdurre una base legale federale che permetta ai Cantoni di imporre la partecipazione a queste attività.
L’impegno dovrebbe essere proporzionato e adattato alla situazione individuale, scrive. Le attività, precisa il testo, dovrebbero rispondere a un interesse pubblico, senza sostituire impieghi regolari né fare concorrenza alle aziende private. La regola dovrebbe valere anche per i permessi B che, secondo la mozione, deriveranno dallo statuto S a partire da marzo 2027.
