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Sui binari svizzeri arriva la concorrenza: a Bruxelles da 47 franchi

European Sleeper collegherà Milano alla capitale belga passando da Lugano e Bellinzona – Con i Bilaterali III l'accesso alla rete elvetica per le compagnie straniere diventerebbe più semplice, aprendo la partita su prezzi, tracce e costi dell'infrastruttura
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Red. Online
09.09.2026 10:30

La concorrenza sui binari europei si avvicina alla Svizzera. Come riferisce il Blick, da oggi, 9 settembre, il collegamento notturno di European Sleeper tra Milano e Bruxelles farà tappa anche a Lugano, Bellinzona, Arth-Goldau e Aarau. E con l'eventuale approvazione degli accordi Bilaterali III, l'ingresso di operatori stranieri sul mercato ferroviario elvetico potrebbe diventare molto più semplice.

Il convoglio della compagnia olandese raggiungerà Lugano alle 18.44, per poi proseguire verso il Belgio. Il prezzo è uno degli elementi su cui European Sleeper punta per attirare i viaggiatori: un posto a sedere per Bruxelles costa 49,99 euro, circa 47 franchi, indipendentemente dal fatto che si salga a Lugano o ad Aarau.

Chi preferisce viaggiare in maggiore comodità può scegliere una cuccetta: 129,99 euro per uno scompartimento letto a tre posti oppure 169,99 euro per una sistemazione più spaziosa, con colazione inclusa. È disponibile anche una carrozza letto riservata esclusivamente alle donne. L'arrivo a Bruxelles è previsto alle 11.42.

Anche le FFS guardano a Bruxelles

Le FFS segnalano il nuovo collegamento sul proprio sito. Il treno non potrà tuttavia essere utilizzato per spostamenti esclusivamente all'interno della Svizzera: nell'orario online compare quindi soltanto selezionando una stazione di partenza o di arrivo all'estero.

Anche le Ferrovie federali intendono rafforzare i collegamenti con il Belgio. Da luglio 2027, insieme alla francese SNCF Voyageurs e alla belga SNCB, prevedono di sperimentare un collegamento diretto fra Basilea e Bruxelles, inizialmente con una corsa ogni tre giorni.

Per il momento gli operatori stranieri che vogliono circolare sulla rete elvetica devono collaborare con un'impresa ferroviaria svizzera. Secondo la «SonntagsZeitung», proprio per questo European Sleeper aveva fatto iscrivere già nel 2025 la Train Charter GmbH nel registro di commercio.

La partita dei Bilaterali III

Lo scenario potrebbe però cambiare profondamente con i Bilaterali III. In caso di approvazione, l'apertura del mercato ferroviario europeo interesserebbe anche la Svizzera: le compagnie dell'Unione europea potrebbero offrire autonomamente collegamenti verso e attraverso il nostro Paese. Lo stesso diritto sarebbe riconosciuto agli operatori svizzeri nell'UE.

L'interesse non manca. Flixtrain ha già manifestato interesse per un possibile collegamento fra Zurigo e Monaco di Baviera.

La fine dell'obbligo di cooperare con un'impresa svizzera potrebbe aumentare la concorrenza, soprattutto sulle tratte internazionali, con possibili effetti al ribasso sui prezzi. L'apertura non sarebbe però senza condizioni. La rete ferroviaria svizzera è già fortemente utilizzata e, come sottolineato dall'Ufficio federale dei trasporti, il sistema cadenzato del trasporto pubblico dovrà essere protetto da eventuali ripercussioni negative.

Tracce, responsabilità e costi

Tra i nodi da sciogliere figura anche quello della responsabilità in caso di incidente. Attualmente, per European Sleeper risponderebbe la società svizzera, coperta – riferisce la «SonntagsZeitung» – da un'assicurazione di almeno 100 milioni di franchi. Con i Bilaterali III potrebbero invece essere chiamate direttamente a rispondere anche le compagnie straniere.

Un altro terreno delicato riguarda l'accesso alle tracce ferroviarie. Gli operatori europei dovrebbero poter ottenere capacità sulla rete senza discriminazioni, sempre che vi sia spazio nel già fitto orario svizzero. Eventuali controversie potrebbero quindi assumere anche una dimensione giuridica europea.

Resta infine la questione del finanziamento dell'infrastruttura. I prezzi delle tracce pagati dalle compagnie ferroviarie, FFS comprese, non coprono infatti integralmente i costi della rete. Una maggiore concorrenza riapre dunque l'interrogativo su chi debba sostenere gli investimenti e la manutenzione dei binari. Un tema particolarmente sensibile per la Svizzera, che nella Nuova ferrovia transalpina (NFTA) ha investito circa 23 miliardi di franchi.