Superdomenica a Zurigo: si voterà su 20 oggetti democrazia diretta

Domenica 14 giugno, in Ticino, si voterà su quattro oggetti: due federali (10 milioni di abitanti e servizio civile) e due cantonali (stime immobiliari e cure dentarie). Se per qualcuno sono troppi, dovrebbe chiedere un parere agli elettori della città di Zurigo. Sulle rive della Limmat l’impegno sarà il quintuplo. Si prospetta, infatti, una vera e propria superdomenica, con ben 20 temi in votazione: oltre ai due federali, sono in agenda cinque oggetti cantonali e 13 comunali. Tra questi, ci sono crediti per un totale di quasi 3 miliardi di franchi. Il più corposo (2,26 miliardi) è quello per l’ampliamento della rete di teleriscaldamento, che entro il 2040 dovrebbe coprire circa il 60% del territorio comunale. Altri 159 milioni sono previsti per la linea tranviaria di Affoltern. Per informare gli elettori sono stati recapitati a domicilio due opuscoli: uno di 80 pagine, l’altro di 88. La concentrazione di proposte è il risultato di più fattori. Da un lato, come spiega il Tages-Anzeiger, il cambio di legislatura. Per trasmettere il minor numero possibile di questioni in sospeso al neoeletto Consiglio comunale – rinnovato lo scorso 8 marzo – il vecchio Legislativo ha finalizzato molte proposte, che saranno sottoposte al giudizio popolare il 14 giugno. Inoltre, in città è previsto il referendum finanziario obbligatorio per le spese uniche superiori a 20 milioni.
L’elevato numero di oggetti ha dato vita a discussioni sul «sovraccarico democratico» e su come prevenire in futuro situazioni analoghe. Si teme che troppi temi finiscano per scoraggiare gli elettori e indeboliscano il dibattito. L’UDC ha presentato un postulato con il quale chiede al Municipio di esaminare come limitare il numero di quesiti e propone di programmare una data di voto aggiuntiva negli anni elettorali. «Con 20 oggetti è impossibile condurre un dibattito pubblico approfondito» ha dichiarato a Le Temps il capogruppo in Consiglio comunale Stephan Iten. «Questo vale soprattutto per i referendum e le iniziative popolari, che richiedono sforzi di persuasione, dibattiti pubblici e mobilitazione dal basso. I delegati del partito devono adottare degli slogan. Di solito queste votazioni si svolgono in una sola serata, dato che siamo politici di milizia. Se si devono decidere più di 13 punti, la discussione può protrarsi fino a tarda notte». L’obiettivo non è di ridurre il numero di temi da sottoporre al popolo (a scapito della democrazia diretta) ma piuttosto distribuirli meglio per evitare accumuli come quello del 14 giugno. L’idea di una votazione aggiuntiva è condivisa dalla capogruppo socialista Lisa Diggelmann. Un’altra possibilità, ha detto la consigliera comunale alla NZZ, sarebbe quella di sottoporre un maggior numero di proposte a referendum facoltativo anziché obbligatorio: «Ma ciò solleverebbe ulteriori interrogativi dal punto di vista della democrazia».
Non è una novità
A Zurigo, in ogni caso, queste maratone non sono una novità. Il primato comunale risale al 1969, quando gli elettori della città si dovettero esprimere su ben 14 oggetti, primo fra tutti la concessione del diritto di voto e di eleggibilità alle donne a livello locale. In epoca recente ci sono state due altre superdomeniche a livello cittadino. Nel 2018, quando gli zurighesi si sono pronunciati su 12 oggetti, e nel 2024, con 10 oggetti. L’alto numero di temi in votazione dipende anche dal modo con cui questi vengono conteggiati. A differenza del Cantone, la città considera separatamente iniziative popolari, controprogetti e domande eventuali. L’effetto si è visto nella votazione popolare del mese di settembre 2024. Un’iniziativa con due controprogetti e rispettive domande eventuali, ha contribuito a portare a 10 il numero delle domande sulla scheda.
Intanto, dal momento che il problema non riguarda solo Zurigo, c’è chi ha già posto un tetto massimo. Nel cantone di Basilea Campagna, dove lo scorso 8 marzo si è votato su nove oggetti (quattro federali e cinque cantonali), in futuro si potrà votare nella stessa tornata al massimo su cinque temi cantonali. Il Consiglio di Stato ha stabilito a inizio marzo che un numero eccessivo di proposte potrebbe disorientare e causare stanchezza elettorale. Al momento della pubblicazione del comunicato, erano pendenti 31 iniziative e si stavano raccogliendo firme per altre dieci.
