Il caso

Swiss sugli Airbus A320: «Tecnici al lavoro giorno e notte per gli aggiornamenti, possiamo volare normalmente»

La compagnia di bandiera elvetica è stata toccata, come molte altre, dalla direttiva d'emergenza emessa dall'EASA: «Tutte le misure sono state implementate entro la scadenza stabilita»
© Swiss
Marcello Pelizzari
29.11.2025 13:00

(Aggiornato) Airbus, abbiamo un problema. E pure bello grosso, sebbene – scrive Reuters, forte di fonti nel settore – le riparazioni in realtà sarebbero meno onerose rispetto a quanto preventivato inizialmente dall'azienda. Comunque: il costruttore europeo ha annunciato un’azione precauzionale senza precedenti che ha coinvolto circa 6 mila aeromobili della famiglia A320, dopo che un’indagine interna ha collegato un malfunzionamento dei sistemi di controllo di volo a un episodio di intensa attività solare. Alcune settimane fa, un A320 di JetBlue, in volo dal Messico agli Stati Uniti, ha subito un’improvvisa perdita di quota non comandata. L’aereo ha effettuato un atterraggio d’emergenza e diversi passeggeri sono rimasti feriti. Le successive verifiche tecniche hanno portato alla scoperta della possibile interferenza tra radiazione solare e uno dei computer di bordo più delicati: l’ELAC, responsabile del controllo di elevatori e alettoni in regime di fly-by-wire.

Quanti A320 ha Swiss?

Che fare, dunque? L’EASA, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea, ha pubblicato una direttiva d’emergenza imponendo agli operatori l’aggiornamento immediato del software, e in alcuni casi la sostituzione dell’hardware. Detto in altri termini, le compagnie sono intervenute affinché il sistema – in determinati, rari casi – non riceva più dati corrotti, con conseguenze sul comportamento dell’aereo. Swiss, compagnia di bandiera elvetica, utilizza sia l'A320 sia l'A321 per il medio raggio. Modelli che, assieme all'A319, rientrano nella cosiddetta «famiglia A320». Nel dettaglio, il vettore dispone di 20 A320 (di cui 7, al momento, risultano non attivi) e 12 A321, per un'età media rispettivamente di 14,7 e 12 anni. Quali, abbiamo chiesto direttamente a Swiss, le conseguenze sul breve, brevissimo periodo e sul lungo termine? «Airbus ha informato tutte le compagnie aeree interessate, compresa Swiss, spiegando che erano necessari aggiornamenti del software per alcuni aeromobili della famiglia A320» ha esordito, da noi contattata, la portavoce Silvia Exer-Kuhn. «La sicurezza dei nostri passeggeri e degli equipaggi è sempre una priorità assoluta per Swiss. Per questo, ci atteniamo rigorosamente alle specifiche del produttore e a quelle dell'Agenzia dell'Unione Europea per la sicurezza aerea». L'EASA, appunto. «Abbiamo iniziato ad attuare le misure già ieri sera».

Swiss, insomma, si è subito messa all'opera. Non solo: «Secondo l'attuale valutazione tecnica del costruttore e delle autorità, gli aeromobili erano, comunque, sicuri da utilizzare» ha precisato la nostra interlocutrice. «L'installazione degli aggiornamenti software è tecnicamente complessa e ha richiesto un lavoro altamente specializzato. I nostri specialisti hanno lavorato alacremente per ridurre al minimo l'impatto sui nostri ospiti. Anche di notte». In sostanza, Swiss ha utilizzato gli A320 e gli A321 e, al contempo, avviato gli aggiornamenti del software. «Stiamo volando come previsto e non prevediamo cancellazioni o ritardi per oggi» ha ribadito in un primo momento la portavoce della compagnia. In seconda battuta, tramite una nota Swiss ha annunciato che, nel primo pomeriggio, «i tecnici hanno completato la conversione dell'ultimo aeromobile. Di conseguenza, i problemi software di Airbus non hanno causato alcuna restrizione alle operazioni di volo di Swiss né alcun impatto sui nostri passeggeri. Questo successo è merito del grande impegno e dell'elevata professionalità dei nostri team tecnici».

Si può volare, anche se...

Secondo il costruttore e le autorità, ha spiegato Exer-Kuhn, «gli aeromobili erano ancora considerati sicuri da utilizzare e l'implementazione è avvenuta parallelamente alle operazioni in corso». Di nuovo: «Abbiamo monitorato costantemente la situazione decidendo di apportare modifiche al programma di volo solo se necessario».

Sia il costruttore, Airbus, sia l'autorità di vigilanza responsabile, l'EASA, «hanno valutato tecnicamente la situazione e confermato che gli aerei erano come detto idonei al volo» ha chiarito, concludendo, la portavoce di Swiss. Attenzione, però: «Gli aerei in questione oggi potevano continuare a volare normalmente, ma l'aggiornamento del software necessario andava implementato entro domenica mattina all'una ora svizzera. Da questo momento in avanti, l'aggiornamento del software sarebbe stato un prerequisito affinché l'aeromobile potesse continuare a essere considerato idoneo per le operazioni di linea e a soddisfare i nuovi requisiti». La scadenza, verrebbe da dire, è stata ampiamente rispettata. Con un anticipo tipicamente svizzero...

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