La polemica

Tariffe fisioterapia, Physioswiss replica alle critiche: «Il problema è il sottofinanziamento, non la riforma»

L'associazione nazionale interviene dopo le polemiche sulla nuova struttura tariffale, contesta il sondaggio Sotomo e invita a evitare divisioni nel settore: «Ora la partita si gioca nei cantoni»
©Carlo Reguzzi
Red. Online
08.07.2026 14:00

Dopo le polemiche degli ultimi giorni sulla nuova struttura tariffale della fisioterapia e sulla nascita di una nuova associazione che riunisce i grandi studi, di cui avevamo riferito ieri, Physioswiss rompe il silenzio e chiarisce la propria posizione. A detta dell'associazione nazionale, il vero problema non è la riforma tariffale, «bensì una remunerazione giudicata insufficiente da molti anni».

La presa di posizione arriva anche in risposta al sondaggio realizzato da Sotomo su mandato di swissODP, che nei giorni scorsi aveva fotografato il forte malcontento di molti fisioterapisti nei confronti della riforma.

Sondaggio Sotomo nel mirino

Physioswiss mette anzitutto in discussione la validità dell'indagine. Pur riconoscendo che le difficoltà denunciate – pressione economica, burocrazia e scarso riconoscimento politico – siano reali e documentate da anni, sostiene che la loro origine «risiede in una remunerazione da troppo tempo non adeguata, e non nella struttura tariffale». La riforma, secondo l'associazione, «crea le basi per una remunerazione adeguata alle prestazioni».

L'associazione sottolinea, inoltre, che lo stesso rapporto di Sotomo precisa come i risultati non possano essere considerati rappresentativi. La rilevazione si è infatti basata su una partecipazione volontaria, diffusa attraverso i promotori dell'iniziativa e senza verifiche sull'effettiva appartenenza professionale dei partecipanti. A sostegno della propria posizione, Physioswiss cita anche una valutazione della Società svizzera di valutazione (SEVAL), secondo cui «la metodologia non è nemmeno sufficiente a fornire un quadro valido degli umori».

Per questo motivo Physioswiss afferma di aver già chiesto a Sotomo, prima della pubblicazione, di indicare in modo più evidente i limiti metodologici dell'indagine e annuncia che valuterà ora come i risultati sono stati presentati al pubblico.

«Una rappresentanza unita è fondamentale»

Un altro tema affrontato riguarda la nascita della nuova associazione dei grandi studi. Pur prendendo atto dell'iniziativa, Physioswiss invita il settore a non frammentarsi. L'associazione ricorda di rappresentare oltre 12.000 membri tra fisioterapisti indipendenti, dipendenti e organizzazioni di fisioterapia e sostiene che «una rappresentanza degli interessi il più possibile unita e forte crea le migliori condizioni per difendere efficacemente le istanze dei fisioterapisti». Una frammentazione, sostiene, «indebolirebbe la posizione negoziale dell'intero settore», soprattutto in questa fase, mentre nei 26 Cantoni sono in corso le procedure per definire il valore del punto tariffale, elemento decisivo per la remunerazione futura delle prestazioni.

Physioswiss evidenzia anche di aver già istituito un gruppo d'interesse dedicato ai grandi studi, così da integrare stabilmente le loro esigenze all'interno dell'associazione.

«Trent'anni di immobilismo tariffale»

Il messaggio centrale della presa di posizione è che la nuova struttura tariffale, da sola, non risolverà i problemi del settore. Secondo la presidente Mirjam Stauffer, «la fisioterapia è sottofinanziata da anni» e «trent'anni di immobilismo tariffale mentre i costi sono aumentati – non è sostenibile». Una situazione che, avverte, rischia di mettere in difficoltà gli studi di fisioterapia se non verranno adeguati i valori del punto tariffale. Ora, sottolinea l'associazione, la responsabilità passa ai cantoni, chiamati a fissare tali valori.

Anche il direttore Osman Bešić ribadisce che «il vero confronto si svolge ora là dove le tariffe vengono realmente decise: nei 26 Cantoni». Physioswiss ricorda inoltre di aver raccolto oltre 45.000 firme a sostegno di una petizione per tariffe più eque e di aver lanciato a metà giugno una campagna nazionale con lo slogan: «Dare il 100%. Ricevere il 70%. Lo trova giusto?».

La riforma non è un programma di risparmio

Già lunedì Physioswiss, insieme a H+ e prio.swiss, aveva difeso la nuova struttura tariffale spiegando che la revisione «non costituisce un programma di risparmio», ma l'aggiornamento di un sistema risalente al 1997. Secondo i partner tariffali, il nuovo modello consentirà di valorizzare meglio le prestazioni più complesse, aumentare la trasparenza della fatturazione e riconoscere attività professionali finora non remunerate in modo adeguato, senza incrementare gli oneri amministrativi per i fisioterapisti.