Tassa di transito, critiche dalla Germania e dalla Francia: «Stranieri usati come capri espiatori»

La proposta di introdurre una tassa di transito per gli automobilisti stranieri che attraversano la Svizzera senza fermarsi continua a far discutere, anche oltre confine. Negli ultimi giorni, critiche sono infatti arrivate in particolare dalla Germania e dalla Francia. Stando al Blick, il quotidiano tedesco Südkurier ha di fatto attaccato duramente l’idea sostenuta dal presidente dell’UDC Marco Chiesa, definendola un errore di principio. «Ridurre le persone alla loro provenienza è sempre sbagliato», si legge in un editoriale. La misura mira a far pagare un pedaggio a chi attraversa la Svizzera senza sostarvi, con l’obiettivo di ridurre il traffico, in particolare gli ingorghi alla galleria del San Gottardo durante i periodi di punta, come Pasqua e le vacanze estive. A difenderla è il consigliere nazionale Simon Stadler (Centro/UR), secondo cui si tratta di uno strumento di regolazione: «Chi inquina paga». Ma per i critici si tratta di una soluzione discutibile. Sempre il Südkurier parlava di un «approccio ostinato» che ignora alternative più evidenti, come l’ampliamento della galleria.
Il nodo degli ingorghi
Ma secondo gli oppositori, anche senza traffico straniero le colonne non andrebbero a sparire. Gli ingorghi, sottolineano, si verificherebbero regolarmente in momenti specifici, come il venerdì a mezzogiorno, con il TCS che segnala ad esempio ritardi superiori a un’ora e mezza per chi rientra dal Ticino verso la Svizzera centrale. Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio di tensioni tra esigenze locali e mobilità internazionale. Il giornalista del quotidiano tedesco riconosce il disagio degli abitanti della regione del Gottardo, ma mette in guardia: «Costruire un’intera politica nazionale su questo è un’altra questione».
Critiche anche da Bruxelles
Le perplessità non si limitano alla Germania. L’eurodeputato francese Christophe Grudler ha accusato la Svizzera di «fare degli automobilisti stranieri dei capri espiatori». Dal canto suo, Stadler insiste: nei periodi di punta fino all’80% dei veicoli ha targhe straniere. «È inaccettabile che si attraversi la Svizzera solo perché è una via quasi gratuita», ha dichiarato.
La palla al Consiglio federale
Ora spetta al ministro dei Trasporti Albert Rösti elaborare un progetto concreto. Il dossier dovrà chiarire costi, modalità tecniche e controlli. Se sarà necessario modificare la Costituzione, la decisione finale potrebbe spettare al popolo.
