«Troppo rumore»: 50 minuti di aspirapolvere alla settimana finiscono in tribunale

Persino fare le pulizie, ora, può essere un motivo per trascinare qualcuno in tribunale. Ne è un esempio quanto accaduto di recente nel canton Argovia. Come scrive il Blick, una donna ha registrato meticolosamente le abitudini di pulizia degli inquilini residenti nell'appartamento sopra il suo. Abitudini che prevedevano 25 minuti di passaggio dell'aspirapolvere ogni giovedì e ogni sabato. Cinquanta minuti alla settimana, che per l'inquilina al piano di sotto erano considerati decisamente troppi.
Quella che per molti potrà sembrare una banale routine, per la donna, con il passare del tempo, è diventata una situazione insopportabile. Al punto tale da costringerla a contattare le autorità, per fare in modo che il vicino di installasse un sistema di isolamento moderno in soggiorno e in sala da pranzo. Una soluzione che, a suo dire, avrebbe fatto scendere il rumore dell'aspirapolvere a un massimo di 45 decibel.
Tuttavia, né il Tribunale distrettuale di Baden né il Tribunale cantonale argoviese hanno accolto la sua richiesta. I giudici cantonali, infatti, non sono rimasti particolarmente colpiti dai verbali della donna. Al contrario, hanno ritenuto che pulizia della durata complessiva di neanche un'ora alla settimana fossero un motivo inutile di lamentela. A loro dire, la donna avrebbe potuto tranquillamente spostarsi in un'altra stanza mentre stava lavorando da casa e nell'appartamento superiore era in funzione l'elettrodomestico.
Come si legge, ancora, sul Blick, la vicenda ha riportato alla luce una discussione mai spenta. Chi vive in un condominio deve accettare i rumori quotidiani del vicinato. Solo nel momento in cui il limite ragionevole viene superato in maniera chiara, è possibile passare per vie legali, per trovare un rimedio. In questo caso, la donna sosteneva che il rumore proveniente dal piano superiore era paragonabile a «uno stridio e un graffio particolarmente sgradevoli». Ciononostante, il Tribunale non ha ritenuto che il suono fosse così fastidio, e nemmeno particolarmente disturbante per una persona di sensibilità media.
Ma non è tutto. A favore degli inquilini del piano di sopra, sono state anche le misurazioni effettuate durante gli orari di pulizia. I vicini della donna, anche se di poco, rispettavano infatti i limiti di rumore imposti dalla legge. La donna, tuttavia, non soddisfatta dell'esito della sentenza, ha presentato ricorso al Tribunale federale. Questa volta, aggiungendo che il rumore dell'aspirapolvere si «propagava in tutta la casa» ed era «imprevedibile», al punto tale da impedirle la giusta concentrazione per lavorare. A suo dire, la qualità dell'isolamento acustico da questo tipo di rumori, risalente al 2002, non era stata verificata nel modo adeguato. Ciononostante, i giudici federali hanno respinto anche questa obiezione e hanno confermato la sentenza dei gradi di giudizio precedenti.
