Berna

Trump, Berna non intende cambiare rotta

Secondo Karin Keller-Sutter «alzare la voce non è un indicatore della qualità della politica estera»
©ANTHONY ANEX
Giovanni Galli
07.03.2025 22:41

Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e i rivolgimenti geopolitici avviati nelle prime fasi del suo mandato, con le critiche all’Europa sulla gestione della sua sicurezza e le aperture alla Russia, hanno provocato incertezze e agitazione nelle cancellerie. E la Svizzera che cosa fa? Intende riorientare la sua politica estera e quella di sicurezza? Il Consiglio federale finora è rimasto in silenzio sul nuovo corso della politica americana, mentre mercoledì il Nazionale ha adottato una dichiarazione in cui invita il Governo a intensificare la cooperazione con l’Europa in materia di sicurezza. La prudenza del Governo ha suscitato critiche nel mondo politico e anche sulla stampa sono stati fatte richieste di prendere posizione, per spiegare al pubblico come ci si intende muovere in questo contesto di grossi cambiamenti. Ma la presidente della Confederazione Karin Keller-Sutter, chiamata in causa dai rappresentanti dei media dopo la riunione settimanale del Governo, ha detto che il collegio vuole mantenere la sua linea attuale nei confronti degli Stati Uniti. «Alzare la voce non è un indicatore della qualità della politica estera».

Il nuovo governo americano ha fatto annunci e preso decisioni che possono toccare il nostro Paese. Keller-Sutter ha detto di comprendere l’incertezza della popolazione e che gli sviluppi geopolitici vengono presi sul serio. Insomma, sebbene le ultime decisioni prese da Washington creino insicurezza, spingendo i Paesi dell’Unione europea a convocare vertici di crisi, la politica estera della Svizzera non cambia. Secondo il Tages-Anzeiger, lo stesso Ignazio Cassis ritiene che non ci sia nulla di speciale di comunicare, anche perché Berna intende continuare a sostenere un ordine internazionale basato su regole condivise.

Keller-Sutter ha ricordato i valori che guidano la Svizzera: diritti umani, diritto internazionale, democrazia e libertà di commercio. La presidente della Confederazione ha inoltre ribadito che la Svizzera condanna l’attacco russo in Ucraina e si impegna per una pace giusta e duratura, cioè una pace che rispetti il diritto internazionale e non sia ottenuta a scapito dell’Ucraina. Ha inoltre ricordato che la Svizzera ha offerto i suoi buoni uffici, ma che per il momento non ha ancora ricevuto alcuna richiesta di prestarli. Ora ci sono in gioco altri attori. Inoltre, la Confederazione continua ad attribuire importanza agli accordi bilaterali con l’UE e ai buoni rapporti con gli USA. «Non commentiamo tutto quello che proviene da Washington». In settimana, il presidente del PLR Thierry Burkart ha invitato la Svizzera a reagire davanti a questa nuova «incertezza geopolitica» e a definire chiare priorità di sicurezza e di difesa per far fronte alla situazione attuale. Da parte sua, Markus Ritter, candidato alla successione di Viola Amherd, ha detto che la Svizzera dovrebbe rimanere sotto la linea dei radar.