Un AK-74 può essere detenuto legalmente in Svizzera? Cosa dice fedpol

Dalla nostra inviata
In attesa della conferenza stampa prevista nel pomeriggio, sulla sparatoria avvenuta nella notte tra sabato e domenica ad Aarau le bocche restano cucite. Saranno gli accertamenti dell’inchiesta a stabilire quali armi siano state impiegate e, nel caso in cui fossero detenute legalmente, con quali modalità siano state acquistate. Tre giorni fa, davanti ai media, la Polizia cantonale argoviese ha riferito di tracce di munizioni riconducibili a due calibri: 9 millimetri e 5,45 × 39 millimetri. Il capitano Matthias Schildknecht, responsabile generale dell’operazione, ha precisato che sono stati trovati «più di una dozzina» di bossoli del secondo calibro, utilizzato in armi lunghe, per esempio fucili d’assalto. Per il 9 millimetri ha parlato di munizioni tipicamente impiegate in pistole o pistole mitragliatrici.
Al momento sappiamo che è stato arrestato un cittadino svizzero di 43 anni «fortemente sospettato». E «si presume che abbia agito una sola persona». Ma come sono regolati l’acquisto e la detenzione di armi, in Svizzera? Ed è così impossibile che un cittadino svizzero fosse regolarmente in possesso di un'arma in grado di sparare proiettili calibro 5,45 × 39 millimetri? Per saperne di più ci siamo rivolti all'Ufficio federale di polizia (fedpol).
Il rapporto con l’AK-74
Fedpol chiarisce di non potersi esprimere sul caso specifico, poiché le indagini sono condotte dalla Polizia cantonale argoviese. Ma risponde alle nostre domande. Precisando che, in termini generali, le munizioni calibro 5,45 × 39 millimetri sono state sviluppate per le armi della famiglia AK-74.
C’è una prima distinzione da fare: tra arma automatica e arma semiautomatica. La versione automatica dell’AK-74 rientra nella categoria delle armi automatiche e quindi delle armi da fuoco vietate. L’acquisto può tuttavia essere autorizzato, in via eccezionale, per un collezionista. Un AK-74 in versione semiautomatica può invece essere acquistato in Svizzera da un tiratore sportivo o da un collezionista, ma solo dopo avere ottenuto un’autorizzazione eccezionale.
C’è poi la questione del caricatore. Dal 15 agosto 2019, data dell’entrata in vigore della revisione del diritto svizzero sulle armi, anche le versioni semiautomatiche con un caricatore di grande capacità, cioè superiore a dieci cartucce, sono considerate vietate e sottoposte allo stesso regime. Se il caricatore ha una capacità non superiore a dieci cartucce, l’arma è soggetta a un permesso d’acquisto e, per questo motivo, non rientra nella categoria delle armi vietate. Il permesso «verifica le condizioni di sicurezza della persona»: può essere rilasciato soltanto a chi è maggiorenne, non è sottoposto a tutela, non ha condanne iscritte nel casellario giudiziale per reati violenti o pericolosi o per reati commessi ripetutamente e non dà motivo di ritenere di poter mettere in pericolo sé stesso o terzi. L’autorizzazione eccezionale richiede inoltre «un motivo legittimo», come il collezionismo, il tiro sportivo, la formazione per le forze di difesa o l’industria.
Detto in modo semplice, per un’arma vietata non basta il normale permesso d’acquisto: oltre al controllo della persona, la legge impone di dimostrare una ragione riconosciuta per l’acquisto e prevede specifici obblighi per la detenzione e la custodia dell’arma. È questo, in sostanza, il regime previsto dagli articoli 28c e 28e della Legge sulle armi (LArm).
In altre parole, non è impossibile che un’arma della famiglia AK-74 (compatibile con il calibro 5,45 × 39 millimetri) si trovi legalmente in Svizzera. Spetterà però all’inchiesta stabilire quali armi da fuoco siano state utilizzate ad Aarau e se il loro eventuale acquisto sia avvenuto legalmente (e se fossero o meno registrate).
