New York

Un dono scomodo per Guy Parmelin: «L’aiuto americano al popolo iraniano»

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha consegnato il volume al presidente della Confederazione a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’ONU – Il libro è arrivato a Berna, «come avviene di consueto per i regali ufficiali»
© X/Guy Parmelin
Red. Online
25.09.2026 14:14

Un dono diplomatico, ma anche un messaggio politico. A margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha regalato a Guy Parmelin un libro dal titolo «L’aiuto dell’America al popolo iraniano». Il volume, secondo la descrizione diffusa dall’agenzia di Stato iraniana Fars – che ha diffuso su X un video con la consegna del regalo –, raccoglierebbe accuse contro gli Stati Uniti per sanzioni, attacchi militari e uccisioni di scienziati e comandanti iraniani. Un libro dal titolo ironico, dunque. Si tratta, ovviamente, di una ricostruzione degli eventi a opera di Teheran.

Nelle immagini diffuse dalla Fars, Parmelin riceve il volume senza commentarne il contenuto. Interpellato da 20 Minuten, un portavoce del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), diretto dal presidente della Confederazione, ha confermato che il libro è stato ricevuto. Parmelin non ha preso posizione sul dono e lo ha portato a Berna, «come avviene di consueto per i regali ufficiali». Il DEFR non ha aggiunto commenti sul messaggio politico dell’opera.

L’incontro durante la settimana dell’ONU

La consegna è avvenuta durante la settimana di alto livello dell’81. Assemblea generale dell’ONU. Parmelin si trovava a New York per rappresentare la Svizzera e, all’apertura del dibattito generale, ha ribadito l’impegno elvetico a favore del dialogo, del rispetto reciproco e della disponibilità a offrire uno spazio neutrale per i contatti internazionali. Il suo viaggio comprendeva diversi incontri bilaterali con capi di Stato e di governo. «Non elimineremo tutte le montagne che si ergono tra noi. Ma possiamo decidere di superarle. Preservare uno spazio di scambio aperto anziché moltiplicare le barriere. Continuare a dialogare anziché rassegnarci al silenzio. Fare sì che i progressi tecnologici creino maggiori opportunità anziché nuove fratture. E riformare le nostre istituzioni anziché accettare il loro lento indebolimento», ha affermato il presidente della Confederazione.

Secondo quanto riferito dal DEFR a 20 Minuten, nel colloquio con Pezeshkian si è discusso soprattutto se e in quale forma la Svizzera possa contribuire al dialogo e alla ricostruzione della fiducia tra Stati Uniti e Iran. Il presidente iraniano ha esposto la propria lettura del conflitto. Parmelin ha poi scritto sui social di aver riaffermato, nel corso dell’incontro, l’impegno svizzero per il dialogo e il ripristino della fiducia.

Un contesto che rende il dono ricevuto da Parmelin controverso. Dal 1980, in assenza di relazioni diplomatiche tra Washington e Teheran, la Svizzera rappresenta gli interessi degli Stati Uniti in Iran attraverso un mandato di potenza protettrice. Un ruolo che comporta la gestione di alcuni canali diplomatici e consolari, non l’adesione alle posizioni di una delle parti. La Confederazione mantiene inoltre relazioni bilaterali con l’Iran e indica fra le proprie priorità regionali la stabilità e la sicurezza.