Un pagamento pubblico resta segreto: al centro un archivio letterario

La Confederazione rende pubblici ogni anno migliaia di contratti e pagamenti superiori a 50.000 franchi, garantendo ai cittadini la possibilità di controllare come vengono spesi i soldi pubblici. Quest'anno però una commessa è rimasta completamente segreta. Secondo il quotidiano Blick, si tratterebbe di un pagamento legato all’Archivio svizzero di letteratura, che fa capo alla Biblioteca nazionale, nell’ambito dell’Ufficio federale della cultura, diretto dalla consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider.
Il precedente di Lukas Bärfuss
Secondo quanto riportato da Blick, il pagamento riservato riguarderebbe con ogni probabilità l’acquisizione dell’archivio personale di un autore o di un’autrice. L’importo non è stato reso pubblico, a differenza di quanto avvenuto negli anni precedenti per operazioni analoghe. Il caso più noto è quello dello scrittore Lukas Bärfuss, che aveva ricevuto 350.000 franchi per il proprio archivio. La scrittrice grigionese Leta Semadeni aveva invece ottenuto 60.000 franchi. La pubblicazione delle cifre aveva provocato scalpore e alimentato il dibattito sul valore economico degli archivi letterari e sull’impiego del denaro pubblico.
Le ragioni della riservatezza
L’Archivio svizzero di letteratura, contattato dal quotidiano svizzero-tedesco, ha spiegato che le precedenti pubblicazioni erano avvenute senza il consenso degli autori o dell’istituzione. La scelta di non rendere noti gli importi sarebbe quindi legata alla tutela della sfera privata degli scrittori e alla necessità di evitare svantaggi competitivi rispetto ad altri archivi letterari. Secondo l’istituzione, inoltre, la pubblicazione dei prezzi potrebbe contribuire a far aumentare i costi delle acquisizioni future. L’Archivio dispone ogni anno di circa 500.000 franchi per acquistare nuovi fondi documentari.
Il nodo della trasparenza
La vicenda, rimarca il Blick, solleva però una questione centrale: fino a che punto è legittimo mantenere segreti gli importi spesi con denaro pubblico? La trasparenza delle spese federali serve a garantire il controllo democratico sull’utilizzo delle risorse pubbliche. La mancata pubblicazione di questo pagamento alimenta quindi interrogativi sull’equilibrio tra tutela della privacy degli scrittori e diritto dei cittadini di sapere come vengono impiegati i soldi dei contribuenti.
