Astronomia

Un satellite svizzero per prevedere meglio le tempeste solari

La missione «Ethos», prevista a partire dal 2030, studierà gli effetti dell'attività solare sull'atmosfera terrestre per migliorare le previsioni della meteo spaziale e ridurre i rischi per i satelliti in orbita.
Enormi eruzioni solari, come quella del 15 febbraio 2022, possono far uscire i satelliti dalla loro orbita. (Immagine: Solar Orbiter/EUI-Team/ESA & NASA)
Ats
02.11.2026 08:38

Il Politecnico federale di Zurigo (ETH) sta sviluppando un nuovo satellite per studiare le tempeste solari. A partire dal 2030, il satellite di ricerca «Ethos» contribuirà a prevedere con maggiore precisione la meteo spaziale. Lo indica oggi lo stesso ateneo in una nota.

Le eruzioni solari

Le forti eruzioni solari riscaldano gli strati superiori dell'atmosfera terrestre facendoli espandere. Di conseguenza, i satelliti in orbita bassa finiscono in strati d'aria più densi e subiscono una decelerazione maggiore: perdono quota e possono deviare dalla traiettoria prevista. Ciò aumenta il rischio di collisioni con altri satelliti o con detriti spaziali. Tuttavia, secondo il politecnico, l'intensità della reazione dell'atmosfera all'attività solare può essere prevista finora solo in modo impreciso.

Ethos è progettato per analizzare queste correlazioni in modo più dettagliato. Il microsatellite, dal peso di circa 25-30 chilogrammi, sarà dotato a questo scopo di molteplici strumenti scientifici. Questi misureranno, tra l'altro, l'energia irradiata dal sole nonché i raggi X e la radiazione ultravioletta estrema durante le eruzioni solari. Altri strumenti osserveranno i cambiamenti nella ionosfera - uno strato elettricamente carico dell'alta atmosfera terrestre - e determineranno l'orbita del satellite con elevata precisione.

Misurazioni per la ricerca sul clima

La combinazione dei dati rilevati dovrà mostrare in che modo le variazioni dell'attività solare modifichino la ionosfera, alterando la densità dell'alta atmosfera e la resistenza dell'aria per i satelliti. Le informazioni raccolte potrebbero consentire di prevedere meglio la meteo spaziale e di avvisare tempestivamente gli operatori satellitari di potenziali alterazioni dell'orbita.

Ethos servirà inoltre a sostenere l'osservazione a lungo termine della radiazione solare. Molte delle missioni di misurazione attualmente attive raggiungeranno con ogni probabilità il termine del loro ciclo operativo intorno al 2030. Il satellite contribuirà a garantire la continuità delle serie di dati senza interruzioni; secondo l'ETH di Zurigo, queste rilevazioni rivestono un ruolo significativo anche per la ricerca sul clima.

La missione è sviluppata dall'ETH di Zurigo insieme all'Osservatorio fisico-meteorologico di Davos, all'Università di Berna e al Politecnico federale di Losanna (EPFL). Gli istituti di ricerca svilupperanno la strumentazione scientifica, mentre la piattaforma satellitare vera e propria sarà fornita da un operatore commerciale.