La testimonianza

Un ticinese bloccato a Zurigo: «Ci hanno detto che l'aereo non c'era»

Doveva volare a Londra con l'LX338 di Swiss per un addio al celibato: un giovane ticinese racconta al CdT la notte passata fra Kloten, code e telefonate
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Marcello Pelizzari
28.08.2026 21:30

Ottantacinque voli cancellati, oltre 11 mila passeggeri coinvolti. Per Swiss e, in generale, per l'aeroporto di Zurigo-Kloten, quella odierna è stata una giornata nera. Complice, evidentemente, il maltempo. O, meglio, i forti temporali che, procedure di sicurezza alla mano, hanno costretto lo scalo a interrompere a più riprese le operazioni. Di qui i ritardi accumulati, le cancellazioni in serie appunto, gli anelli della catena saltati. 

Un nostro lettore, giovane ticinese da anni stabilitosi proprio a Zurigo, ha contattato il CdT per raccontare la sua personalissima Odissea. Il piano originario? Lasciare Kloten alle 18.30 con il volo LX338 di Swiss, destinazione Londra Heathrow. Il motivo del viaggio? Un addio al celibato, condito da un gustosissimo Tottenham-Newcastle, partita di cartello della Premier League. Piccolo, grande dettaglio: l'Airbus A320neo con registrazione HB-JDH, un anno di età, non ha mai lasciato lo scalo elvetico. «Ci è arrivata un'e-mail verso le tre e mezza di pomeriggio – spiega il nostro interlocutore – nella quale ci è stata comunicata la cancellazione del volo. Swiss, di per sé, non ha citato espressamente il maltempo, ma la mancata disponibilità dell'aeromobile». 

Una formula, sulle prime, bizzarra ma che trova riscontro controllando lo storico dell'A320neo in questione. L'apparecchio, infatti, è stato protagonista di una giornata complicata. Il primo capitolo, volo LX2110 per Malaga: la partenza, prevista alle 9.35, è avvenuta alle 11.21, con atterraggio alle 14.02. Un'ora e 37 minuti di ritardo. Il volo di rientro su Zurigo, programmato alle 13.15, è potuto partire solo alle 16.51 e ha toccato terra a Zurigo alle 18.57. Impossibile, insomma, garantire la rotazione successiva su Londra. 

E adesso? Il nostro lettore e i suoi amici si sono comunque recati all'aeroporto, nella speranza di trovare una soluzione alternativa. Ma la situazione, appunto, era (ed è) complicata. «Abbiamo cercato pure a Monaco, a Basilea, a Ginevra, perfino a Milano-Malpensa. Ma tutti i voli per Londra erano pieni». Nel bailamme generale, il gruppo sulle prime non è neppure riuscito a parlare con l'assistenza di Swiss. Né sul posto, complici code chilometriche, né al telefono. Detto che Ulisse, senza necessariamente scomodare Christopher Nolan, alla fine è tornato a Itaca, anche il nostro lettore ha ritrovato la via di casa. O, meglio, di Londra. «Prenderemo un volo domattina alle sette per Parigi e, poi, l'Eurostar sotto la Manica. Arriveremo in Inghilterra per mezzogiorno, in tempo per il calcio d'inizio». 

La compagnia, d'altro canto, ha parlato chiaro nella nota diffusa poche ore fa. Temporali e fulmini hanno imposto, lungo l'arco della giornata, diversi handling stops. Sul piazzale, per farla breve, le operazioni sono state bloccate. Più volte. E a lungo. Gli aerei, di riflesso, non hanno potuto essere caricati, scaricati, riforniti di carburante e preparati per la rotazione seguente. Non solo, lo scalo ha dovuto ridurre il numero di decolli e atterraggi, senza contare le restrizioni negli spazi aerei svizzero, francese e tedesco a causa del maltempo. 

Migliaia di passeggeri, ha spiegato al riguardo Oliver Buchhofer, direttore operativo di Swiss, hanno subito «le conseguenze di una situazione operativa eccezionalmente difficile». La stessa Swiss ha confermato che si assumerà i costi necessari sostenuti dai viaggiatori. Al gruppo del nostro lettore, dunque, non resta che mettere da parte ricevute, biglietti sostitutivi e scontrini. Verrà tutto rimborsato.

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