Una cittadinanza, diverse strade

In Svizzera è possibile ottenere la cittadinanza attraverso due tipi di procedure: la procedura ordinaria e la procedura agevolata (che riguarda principalmente parenti o congiunti che già hanno la nazionalità svizzera). Poi c’è la reintegrazione o l’adozione di un minorenne. Per quanto riguarda la via ordinaria, la legislazione federale impone alcuni criteri, come essere titolare di un permesso di domicilio (C) e dimostrare «un soggiorno complessivo di dieci anni in Svizzera di cui tre negli ultimi cinque anni precedenti il deposito della domanda» (il tempo trascorso in Svizzera conta doppio per chi aveva tra 8 e 18 anni).
Dal 2018 le condizioni sono state inasprite, imponendo ad esempio requisiti linguistici più elevati (almeno A2 per lo scritto e B1 per l’orale), nonché una «partecipazione alla vita economica o l’acquisizione di una formazione». Deve inoltre dimostrare di non rappresentare una minaccia per la sicurezza della Svizzera. La palla, poi, passa ai Cantoni e ai Comuni che possono stabilire requisiti più severi. È il federalismo.
Le storture
Tuttavia, il sistema non è perfetto. In passato, sono balzati agli onori della cronaca alcune storture, o quantomeno degli episodi controversi che hanno portato al rifiuto della naturalizzazione in vari comuni della Svizzera. Come un italiano, residente ad Arth (SZ), che ignorava il fatto che lupi e orsi del parco naturale di Goldau condividono lo stesso recinto. O la coppia olandese di Unteriberg (sempre nel canton Svitto) che aveva pochi amici elvetici, nonostante vent’anni trascorsi in Svizzera. Oppure della ragazza turca che a Buchs (AG) aveva citato lo sci come sport tipico svizzero e non «la lotta svizzera» o «l’Hornussen».
Ci sono tante variabili, a seconda del Comune e del Cantone in cui si presenta la richiesta: costi, durata e requisiti. Ci sono anche test per certificare che si conosce storia, geografia e civica della Svizzera, nonché la lingua del luogo.
La Confederazione, oggi, non può definire un limite massimo per le condizioni materiali che i Cantoni e i Comuni applicano alle domande di naturalizzazione. Pertanto, le possibilità di ottenere la cittadinanza variano a seconda di quale Cantone o Comune si presenta la richiesta. Ora, tramite un’iniziativa popolare, c’è chi chiede un cambio di paradigma (vedi sotto) con criteri uniformi stabiliti a livello federale. Proprio per evitare questa sorta di lotteria.
La via ordinaria
Circa un quarto dei residenti in Svizzera (attorno ai 2,5 milioni di persone) non possiede un passaporto svizzero. Quasi la metà (in totale 1,2 milioni di stranieri) soddisfano i requisiti formali per la naturalizzazione ordinaria a livello nazionale, ci spiega la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), precisando che circa 226 mila di loro sono ancora minorenni.
Negli ultimi anni, sono circa 40 mila ogni anno le persone che riescono a ottenere il passaporto rossocrociato. Nel 2025, ad esempio, sono state 41.838: di queste, ben 33.460 (quasi l’80%) sono avvenute tramite naturalizzazione ordinaria, 8.328 per via agevolata e una cinquantina attraverso la reintegrazione, indicano i dati della Segreteria di Stato della migrazione (SEM). In Ticino, lo scorso anno, sono diventate svizzera 1.163 persone (di cui 832 per via ordinaria; 328 attraverso la procedura agevolata e tre tramite reintegrazione).
Cinque indicatori
Ma qual è il Cantone in cui è più difficile ottenere la cittadinanza? La risposta alla domanda, in realtà, non è così semplice. Bisogna infatti sommare più informazioni e fattori per trovare delle possibili interpretazioni. Nel gennaio del 2025 è stata pubblicata un’analisi dell’Ufficio di studi di politica del lavoro e di politica sociale (Büro für arbeits- und sozialpolitische Studien, BASS), incentrata sul confronto tra le diverse legislazioni e prassi cantonali. «Lo studio si focalizza in particolare sui diversi requisiti cantonali per la naturalizzazione, ossia il requisito della residenza, le competenze linguistiche, la situazione economica, le conoscenze culturali e la reputazione penale», si legge nello studio. Sono dunque questi cinque gli indicatori che determinano in quali Cantoni è più semplice(o più difficile) ottenere l’ambito passaporto.
Argovia il più drastico
Il risultato? Sommando i cinque indicatori (vedi grafico), emerge che i Cantoni in cui le «esigenze» per diventare svizzeri sono più accresciute sono Argovia (0,85), Nidvaldo (0,80) e Svitto (0,80), Turgovia (0,70), nonché Grigioni, Obvaldo e Uri (tutti con un indice totale di 0,65). Segue poi il Canton Ticino (0,60), con valori pari a Basilea Campagna, Glarona e Zugo. Chiudono la particolare «classifica» (con un indice di 0,35) Basilea Città, Ginevra e Sciaffusa. In generale, i cantoni romandi, così come Basilea Città, Zurigo e Sciaffusa «possiedono requisiti meno severi rispetto agli altri cantoni di lingua tedesca e al Ticino. Argovia, Turgovia, Grigioni e alcuni cantoni della Svizzera centrale prevedono, in alcuni casi, requisiti nettamente più elevati», spiega il BASS.
In particolare, il Ticino (a differenza della Svizzera romanda e dei Cantoni con i grandi centri urbani) è più severo per quanto riguarda l’obbligo di soggiorno (almeno cinque anni nel Cantone) e le conoscenze culturali: Bellinzona richiede la frequenza di un corso o un attestato di conoscenze civiche e culturali. A ciò si aggiungono poi i costi della procedura, giudicati dal BASS particolarmente elevati a San Gallo, Soletta, Basilea Campagna, Neuchâtel, Ginevra, Berna e Nidvaldo.
