Un’altra «ultima chiamata» per il diritto di voto a 16 anni

In Ticino il voto a partire dai 16 anni rimane per il momento un tabù. Un’iniziativa dell’allora deputato socialista Nenad Stojanovic è stata bocciata dal Gran Consiglio nell’ottobre del 2009. Oltre quindici anni fa. Da allora, nulla è cambiato. Eppure, dal giugno del 2020 è ferma nei cassetti di Bellinzona un’iniziativa parlamentare presentata in forma generica dall’MPS: la prima firmataria, Angelica Lepori, chiede l’introduzione del diritto di voto e di eleggibilità a 16 anni.
Nel resto della Svizzera il tema è tornato più volte d’attualità nel corso degli ultimi anni. E lo sarà anche questa domenica. Gli elettori del Canton Lucerna sono infatti chiamati alle urne per votare sull’abbassamento dell’età - da 18 a 16 anni - del diritto di voto.
Un’ampia alleanza
L’iniziativa «Sì all’età di voto di 16 anni!» chiede di modificare la Costituzione lucernese, concedendo il diritto di voto a livello cantonale e comunale (ma non federale) anche ai 16.enni. Non potranno tuttavia essere eletti fino ai 18 anni.
A sostenere l’iniziativa sono partiti di sinistra e associazioni - circa una ventina - che hanno creato l’alleanza «Jung & engagiert (giovane e impegnato). Il testo non ha raccolto i favori dei partiti borghesi (ad eccezione della sezione giovanile del Centro, che lo sostiene), né del Consiglio di Stato lucernese. L’Esecutivo invita a respingere la proposta.
Una serie di no
Il voto nel canton Lucerna è solo una delle tante «ultime chiamate» per il voto ai sedicenni: svariati Cantoni hanno già respinto (alcuni più volte) questo cambiamento alle urne. Lo scorso 24 novembre, nel Canton Argovia, un’iniziativa in tal senso è stata nettamente bocciata con il 79,7% di no. A Berna, nel settembre 2022, i contrari si attestavano al 67%, mentre nel canton Zurigo (nel maggio dello stesso anno) la proposta è stata respinta dal 64,8% dei votanti. Negli anni precedenti il risultato è sempre stato lo stesso anche in altri Cantoni come Vaud, Uri, Basilea Città e Soletta.
Solo in un cantone l’idea ha fatto breccia, già dal 2007: vittima di un esodo di giovani, Glarona aveva deciso di lanciare un forte segnale. Il 6 maggio 2007, sotto una pioggia battente, la Landsgemeinde di Glarona aveva deciso di stretta misura (dopo tre votazioni) di concedere ai 16.enni il diritto di voto. La proposta di dare più diritti ai sedicenni era partita dai Giovani socialisti glaronesi, che in un primo tempo chiedevano non solo il diritto di voto, ma anche quello di eleggibilità.
Davanti all’opposizione del parlamento, avevano però deciso di allinearsi sulla proposta del Governo, che ha appoggiato solo il diritto di voto.
La proposta di Arslan
A livello internazionale a fare il passo sono stati Austria (dal 2007) e Malta (dal 2018), mentre a livello federale questo capitolo è chiuso da quasi un anno. Il 28 febbraio 2024, il Consiglio nazionale ha infatti deciso di archiviare definitivamente un’iniziativa parlamentare di Sibel Arslan (Verdi/BS) presentata nel marzo del 2019. Ben quattro volte il testo è finito sui banchi della Camera del popolo: per tre volte il plenum ha dato il suo appoggio, ma nella Commissione delle istituzioni politiche il progetto non si è mai concretizzato. Dopo una consultazione (svariati Cantoni, tra cui anche il Ticino, si erano detti contrari), al quarto passaggio in Consiglio nazionale l’iniziativa è stata stralciata dal ruolo con 106 voti contro 84.
Per questo possibile cambiamento ci vorranno ancora anni. A livello nazionale, l’abbassamento dell’età di voto da 20 a 18 anni è diventato realtà solo nel 1991. A vent’anni di distanza dall’introduzione del diritto di voto (e di elezione) per le donne, nel 1971.
