Medio Oriente

USA e Iran, l'incontro al Bürgenstock per il momento è (solo) «rinviato»

I relativi lavori preparatori proseguono, il dispiegamento dell'esercito è attualmente confermato, il resort resta isolato e il dispositivo di sicurezza del Canton Nidvaldo rimane in vigore fino a nuovo avviso – Il DFAE: «La Svizzera resta a disposizione per facilitare i colloqui»
© KEYSTONE (AP Photo/Vadim Ghirda)
Jenny Covelli
19.06.2026 12:21

I colloqui previsti tra Stati Uniti, Iran, Qatar e Pakistan al Bürgenstock non sono annullati, o perlomeno lo sono solo per oggi. Ufficialmente, sono stati rinviati. Lo precisa il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), da noi contattato. È per questo che «i relativi lavori preparatori al Bürgenstock proseguono», viene precisato.

Anche il dispiegamento dell'esercito è al momento confermato. Il Dipartimento della difesa (DDPS) ha dichiarato che non sono in effetti stati dati contrordini. Mercoledì il Consiglio federale aveva approvato l'impiego dell’esercito in servizio d’appoggio allo scopo di sostenere la polizia cantonale nidvaldese nelle misure di sicurezza (protezione di oggetti, sorveglianza, ricognizione, trasporto e logistica). In caso di grande evento, infatti, la Svizzera ha l'obbligo di garantire la sicurezza degli ospiti che beneficiano di una protezione speciale in virtù del diritto internazionale. Dopo la richiesta delle autorità cantonali di Nidvaldo, il Consiglio federale ha approvato l’impiego sussidiario dell’esercito in servizio d’appoggio con un massimo di 2.000 militari. Il Governo aveva inoltre approvato l’introduzione di una limitazione temporanea dell’uso dello spazio aereo nella regione del Bürgenstock (con un raggio di 46 chilometri).

Il dispositivo di sicurezza rimane in vigore fino a nuovo avviso

Allo stesso modo, il Canton Nidvaldo continua a restare in allerta nel caso in cui un incontro tra Stati Uniti e Iran dovesse ancora avere luogo al Bürgenstock. Tutto è pronto all'intervento, hanno spiegato le autorità cantonali all'agenzia Keystone-ATS. E le restrizioni imposte alla popolazione in vista dell'evento resteranno in vigore fino a nuovo avviso. Il resort di lusso resta isolato: l'accesso al perimetro attorno allo stabile e alla zona di sicurezza rimane vigilato. Ai residenti della zona di sicurezza viene consegnato un documento di accesso una volta accertata la loro identità. Restano inoltre chiusi i sentieri escursionistici, mentre la funicolare e gli autopostali verso il Bürgenstock non sono in funzione.

Il Cantone è in stretto contatto con il DFAE, ci ha confermato la Polizia cantonale. Il dispositivo di sicurezza nella zona del Bürgenstock rimane in vigore fino a nuovo avviso. L’Esercito supporta la Polizia cantonale di Nidvaldo e gli altri partner della rete di sicurezza nei compiti relativi alla sicurezza dell’incontro in programma. «L’organizzazione della sicurezza è strutturata in modo tale da poter reagire in modo flessibile ai diversi sviluppi. Eventuali adeguamenti vengono valutati e attuati costantemente».

«La Svizzera rimane a disposizione per facilitare i colloqui» aggiunge il DFAE. Berna rimane pienamente impegnata negli sforzi volti a favorire il dialogo. E, come detto, i relativi lavori preparatori al Bürgenstock proseguono. Ma «al momento non è possibile fornire ulteriori informazioni».

Nella notte (ora svizzera), un portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che il vicepresidente statunitense J.D. Vance aveva rinunciato al viaggio programmato. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore, ha dichiarato che i colloqui rimarranno vincolati alle «linee rosse» di Teheran: «Come abbiamo dimostrato in passato durante i negoziati, siamo determinati ad attenerci alle condizioni e alle linee rosse stabilite e a salvaguardare gli interessi della nazione iraniana». Il Financial Times riferisce che «tre fonti informate sulla questione» riferiscono che i colloqui sono stati rinviati – e l'Iran ha deciso di non inviare la sua delegazione – a causa della serie di attacchi aerei letali sferrati da Israele nel Libano meridionale. «Gli iraniani hanno chiesto garanzie che le ostilità in Libano cessino, come previsto dall'accordo firmato, e i mediatori stanno attualmente lavorando per risolvere la questione», ha dichiarato un diplomatico a conoscenza della questione. L'Iran ha mantenuto ferma la sua posizione di «niente Libano, niente accordo», ha affermato una seconda fonte a conoscenza dei negoziati, aggiungendo che Teheran ritiene di poter avere il sopravvento e di poter ottenere concessioni da Washington riguardo alla guerra di Israele contro il Libano. Due delle fonti hanno riferito che i colloqui erano stati provvisoriamente riprogrammati per lunedì, ma che ciò dipendeva dalla situazione in Libano. Una terza fonte ha affermato che resta ancora da confermare la durata del rinvio. Nel frattempo il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, ha invocato una dura rappresaglia contro il Libano dopo la morte di quattro soldati israeliani nel sud del Paese dei Cedri. «Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare», ha scritto su X. E ha invitato Israele a ignorare le pressioni internazionali, anche statunitensi: «Con tutto il rispetto per gli americani, Israele deve chiarire al mondo intero che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono questioni da prendere alla leggera. Basta ping-pong. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e moderazione».
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