Verso la riscossione parziale degli averi del terzo pilastro

Si stima che il 60% dei lavoratori dipendenti e la metà degli indipendenti abbiano un conto del pilastro 3a. Non tutti, però, sono al corrente che dal punto di vista fiscale conviene suddividere su più conti il capitale accumulato nell’ambito della previdenza individuale. Questo accorgimento, infatti, quando sarà il momento (dai 60 fino ai 70 anni) consente di prelevare gli averi in modo scaglionato, così da interrompere la progressione fiscale. Pagare più volte su importi piccoli è più vantaggioso che pagare una volta sola su un importo elevato. Chi ha tutto su un conto unico, invece, non può effettuare prelievi parziali. È obbligato a ritirare il capitale in blocco e, a dipendenza dell’importo risparmiato, pagare al fisco percentuali più alte.
Novità in vista
Ma dal 2028 le cose potrebbero cambiare. Il Consiglio federale intende modificare il sistema per consentire la riscossione parziale dei fondi previdenziali. Le modifiche sono contenute in un’ordinanza in consultazione fino a metà febbraio e che realizza una mozione del consigliere nazionale zurighese Andri Silberschmidt ( PLR), approvata a larga maggioranza dal Parlamento. Una riscossione parziale dei fondi previdenziali, spiega il deputato, permetterebbe di depositare i propri risparmi su un unico conto o un’unica polizza previdenziale e di riscuoterli poi in modo scaglionato. Nel contempo si potrebbero ridurre gli emolumenti, la complessità e l’onere burocratico derivanti dalla gestione di più conti.
Oggi non è nemmeno ammessa una ripartizione a posteriori su più conti dei fondi previdenziali. Prelievi parziali sono autorizzati solo se i fondi vengono utilizzati per l’ammortamento dell’ipoteca di un’abitazione di proprietà a uso proprio. L’assicurato può ritirare anticipatamente il capitale per aprire un’attività indipendente ma il prelievo deve essere integrale.
Come lo si potrà fare
Per la riscossione parziale, comunque, il Consiglio federale prevede due condizioni: massimo due prelievi per ogni conto e un importo minimo di 20 mila franchi per il primo. «Questa armonizzazione con le possibilità di riscossione parziale della previdenza professionale mira a offrire globalmente agli assicurati una maggiore flessibilità nella pianificazione della propria previdenza», si legge nel rapporto esplicativo. «La limitazione a un massimo di due prelievi parziali e la fissazione di un importo minimo di 20 mila franchi per il primo prelievo impediranno un’eccessiva frammentazione della prestazione di vecchiaia e tuteleranno gli istituti da oneri amministrativi sproporzionati. Allo stesso tempo, si impedirà che gli intestatari della previdenza possano interrompere in modo significativo la progressione fiscale attraverso una moltitudine di piccoli prelievi».
Per attività indipendenti
Le nuove regole vengono incontro anche a chi vuole aprire un’attività indipendente, perché queste persone corrono il rischio di perdere l’intero avere di previdenza qualora la loro impresa sia costretta a dichiarare fallimento. Grazie alla possibilità del prelievo parziale, gli intestatari potranno prelevare soltanto l’importo effettivamente necessario, spiega il Consiglio federale, mentre la parte residua rimarrà nel sistema previdenziale. «L’introduzione di questa possibilità potrà quindi contribuire a far sì che almeno una parte del patrimonio di previdenza dei lavoratori indipendenti venga preservata a lungo termine ai fini della previdenza per la vecchiaia».
