Incidenti

Viaggiare in pullman è davvero sicuro?

L'incidente costato la vita a cinque persone riapre il tema della sicurezza dei bus turistici – Le statistiche dicono che il rischio è inferiore rispetto all'automobile, ma quando qualcosa va storto le conseguenze possono essere pesanti – Cinture, ribaltamenti e controlli: cosa c'è da sapere
© KEYSTONE/Claudio Thoma
Red. Online
12.09.2026 09:00

Cinque morti e 40 feriti, di cui tre in gravi condizioni. È questo il bilancio del grave incidente avvenuto a Susch, in Engadina, il quale riporta inevitabilmente alla memoria altre tragedie che negli ultimi decenni hanno coinvolto pullman e autobus sulle strade svizzere. Su tutte quella di Sierre del 2012, quando 28 persone – fra cui 22 bambini belgi di ritorno dalla settimana bianca – persero la vita nello schianto di un pullman contro una parete di cemento all'interno di una galleria autostradale.

Ma quanto è sicuro, oggi, viaggiare in pullman? A fare il punto è l'Aargauer Zeitung, che ha analizzato statistiche, norme e indicazioni degli esperti dopo il dramma grigionese.

Fra i mezzi più sicuri

I numeri, per prima cosa, indicano che i pullman sono fra i mezzi di trasporto più sicuri con cui viaggiare. Il rischio di rimanere vittima di un incidente è infatti nettamente inferiore rispetto a quello corso viaggiando in automobile. Nel 2024, sulle quasi 20 mila persone morte sulle strade dell'Unione europea, appena lo 0,3% viaggiava su autobus o pullman. Il 44% delle vittime era invece costituito da conducenti o passeggeri di automobili e il 17% da pedoni.

Il problema è che, quando un pullman rimane coinvolto in un incidente grave, il bilancio può rapidamente diventare pesante per il numero elevato di persone a bordo. E a complicare le operazioni di soccorso possono inoltre essere le caratteristiche stesse del veicolo.

Come ricorda il quotidiano argoviese, un autobus dispone normalmente di porte su un solo lato. Dunque, se il mezzo si ribalta proprio su quel fianco – come accaduto in Engadina – le vie di uscita si riducono ai finestrini e alle botole sul tetto. Un problema che riguarda tanto i passeggeri quanto i soccorritori chiamati a raggiungerli.

La cintura resta decisiva

I passeggeri hanno inoltre possibilità limitate di incidere sulla sicurezza del viaggio, ma alcune precauzioni possono fare la differenza. Axa, interpellata dal portale d'oltralpe, sottolinea anzitutto l'importanza della cintura di sicurezza. In Svizzera l'obbligo di allacciarla sui pullman turistici è in vigore dal 2006. Il vettore deve ricordarlo ai viaggiatori attraverso pittogrammi o annunci. Diversa la situazione sui mezzi del trasporto pubblico, dove l'uso della cintura non è obbligatorio neppure quando il bus percorre l'autostrada.

La compagnia assicurativa raccomanda anche di rimanere seduti durante il viaggio, sistemare correttamente i bagagli e mantenere una posizione il più possibile eretta. Mettere i piedi in alto o sdraiarsi sui sedili può infatti compromettere l'efficacia della cintura.

E il posto scelto all'interno del pullman? Non esiste una risposta valida per ogni situazione. Ogni incidente ha una dinamica diversa. Secondo gli esperti, molto più importante della posizione occupata è proprio l'uso della cintura, che riduce il rischio di essere sbalzati dal sedile e può evitare lesioni gravi.

Il rischio di ribaltamento

Un altro interrogativo riguarda la stabilità dei pullman. Rispetto a un'automobile, questi veicoli hanno un baricentro più alto e possono quindi comportarsi diversamente in determinate circostanze, per esempio durante una brusca manovra di emergenza o quando escono dalla carreggiata.

Questo, precisa Axa, non significa però che un pullman si ribalti facilmente. I mezzi moderni, se sottoposti alla manutenzione prevista, sono progettati secondo elevati standard di sicurezza. A determinare un eventuale ribaltamento intervengono numerosi fattori, dalla velocità alla manovra effettuata, fino alle condizioni della strada.

I precedenti più gravi

L'incidente in Engadina si inserisce, come detto, in una lunga serie di tragedie. Oltre al dramma di Sierre del 2012, l'Aargauer Zeitung ricorda lo schianto di Zillis (GR) del 2006, quando nove persone morirono nella collisione fra il pullman di una squadra di hockey e un'automobile nella galleria del Viamala.

Un anno prima, a Orsières, in Vallese, un pullman svizzero diretto dal Seeland bernese verso la costa italiana era precipitato per circa 200 metri dalla strada bagnata del Gran San Bernardo: morirono 12 passeggeri. Nel 2010, a Reckingen, sempre in Vallese, il ribaltamento del pullman di una comitiva canadese provocò due vittime.

Nel 2018, infine, un Flixbus era sbandato sulla neve a Zurigo Wiedikon, schiantandosi contro un muro di cemento: due persone persero la vita. Il conducente venne in seguito condannato, fra l'altro, per omicidio colposo.

I controlli sulle strade

Resta, infine, la questione delle condizioni tecniche dei mezzi. Lo scorso anno, nell'ambito dei controlli a campione sul traffico pesante, sono stati verificati 678 pullman e autobus turistici. Di questi, 148 sono stati oggetto di contestazioni e a 31 è stato impedito di proseguire il viaggio.

Le irregolarità possono essere di diversa natura. Un controllo effettuato il 13 agosto nel Canton Uri su 13 pullman, per esempio, aveva permesso di individuare problemi tecnici su due veicoli, fra cui perdite di olio e carburante e la manipolazione del software di una centralina per il controllo delle emissioni.

Statisticamente, viaggiare in pullman rimane quindi una delle modalità più sicure per spostarsi su strada. Ma quando si verifica un incidente grave, il numero di persone coinvolte e le difficoltà di evacuazione possono amplificarne drammaticamente le conseguenze.