Svizzera

«Vietato l'ingresso a neonati e bambini»: e un bar di Aarau finisce nella bufera

La decisione ha sollevato dubbi a livello giuridico, finendo anche sui tavoli della politica, ma è stata salutata positivamente da alcuni genitori
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Red. Online
29.11.2025 16:00

«Per mantenere un'atmosfera tranquilla e accogliente, vi preghiamo gentilmente di non portare neonati o bambini piccoli». Il cartello è appeso sulla porta del 90 Grad Café Bar, ad Aarau. Il messaggio, manco a dirlo, ha (ri)acceso il dibattito: è corretto, e soprattutto legale, che un esercizio pubblico vieti l'ingresso ai minori di 14 anni? La proprietaria dell'esercizio ha spiegato al Blick i motivi di questa mossa: «Le madri bloccavano i corridoi con i passeggini. I bambini si comportavano in modo pessimo, arrampicandosi sui tavoli, e il rumore disturbava gli altri clienti».

Il divieto, leggiamo, è in vigore da diverse settimane. Da quando il Blick ne ha parlato, mercoledì, diversi organi di stampa hanno condotto sondaggi sull'argomento, con reazioni invero contrastanti. Alcuni hanno compreso la decisione, soprattutto da una prospettiva commerciale, non ritenendola particolarmente negativa. A patto, hanno aggiunto, che ci siano opzioni alternative per le famiglie. Altri, invece, hanno parlato apertamente di discriminazione. Molti clienti, nel frattempo, non possono più frequentare il locale quando sono fuori con i propri figli. Qualcuno ha fatto notare che, per i bambini, sarebbe importante poter vivere questo tipo di socializzazione.

Detto ciò, la proprietaria ha ricevuto pure feedback positivi da non pochi genitori: «Capisco che nessuno voglia sentire i bambini urlare» ha detto una madre a Tele M1. Un altro intervistato si è pure chiesto che cosa dovrebbero o potrebbero fare gli esercenti di fronte a genitori incapaci di controllare i propri figli. Venerdì, la proprietaria ha dichiarato all'Aargauer Zeitung di aver ricevuto perfino complimenti. Gran parte delle e-mail e telefonate ricevute, siamo nell'ordine dell'80%, provenivano da persone che volevano congratularsi con lei o annunciare un'imminente visita al bar-ristorante.

La domanda delle domande, ora: ma è legale vietare l'ingresso ai minori di 14 anni? Il presidente dell'associazione dei ristoratori argoviesi, Bruno Lustenberger, ha dichiarato al quotidiano che l'associazione non emana alcuna direttiva in merito. Ha aggiunto che esistono numerose alternative per i genitori con bambini, soprattutto ad Aarau. Ha inoltre segnalato alberghi e piscine che escludono l'ingresso ai bambini fino a una certa età, proprio come il locale in questione.

La discussione è stata sollevata di frequente, soprattutto nel contesto dei cosiddetti hotel per soli adulti. Un campeggio vicino a Interlaken ha recentemente annunciato il divieto di accesso ai bambini a partire dal 2026. La domanda che si pone sempre è la stessa: i gestori possono escludere completamente i bambini e invocare il loro diritto di controllare l'accesso alla loro proprietà? Oppure ciò costituisce una discriminazione illegittima basata sull'età?

Nicole Burger, membro dell'Unione democratica di centro (UDC) e deputata del Gran Consiglio argoviese, ha fortemente criticato il divieto dal punto di vista giuridico: «Attualmente, un simile divieto per i bambini è probabilmente ritenuto ammissibile in base al principio dell'autonomia privata, ma dal punto di vista costituzionale mi sembra discutibile». Per questo motivo, Burger sta valutando la possibilità di presentare un'interpellanza al Parlamento cantonale, che obbligherebbe il Consiglio di Stato a chiarire se la questione debba essere regolamentata più chiaramente per legge.