Vortice polare, crollo record in vista: e in Ticino?

Se ne parla ovunque e anche su Google è fra le parole più cercate: il vortice polare. Questa volta c'è un motivo preciso: il rischio di uno stratwarming record. I principali modelli meteorologici prevedono un forte indebolimento di questa enorme circolazione di venti sopra l'Artico già nei primi giorni di novembre. Se lo scenario si avverasse, sarebbe un evento senza precedenti per la sua precocità. Due precisazioni, però, sono d'obbligo. Si tratta di una previsione, non di un fenomeno già in corso. E un vortice indebolito non significa automaticamente freddo e neve alle nostre latitudini.
Che cos'è il vortice polare
Il nome trae in inganno. Il vortice polare stratosferico non è una massa d'aria gelida, ma un anello di venti occidentali. Durante la stagione fredda ruota attorno al Polo Nord, nella stratosfera, fra i 10 e i 50 chilometri di quota. Per MeteoSvizzera è una zona di bassa pressione che si forma d'inverno sopra l'Artico. L'ufficio federale distingue fra un vortice stratosferico e uno troposferico, più in basso. In generale, più il vortice è forte, più l'aria fredda resta confinata alle alte latitudini.
A metterlo in crisi sono le cosiddette onde planetarie. Salgono dagli strati più bassi dell'atmosfera, frenano i venti del vortice e riscaldano bruscamente la stratosfera polare. È il riscaldamento stratosferico improvviso, lo «stratwarming» degli appassionati. Gli esperti parlano di evento «maggiore» quando i venti medi si invertono e passano da ovest a est. Il punto di riferimento si trova a circa 30 chilometri di quota (il livello dei 10 ettopascal) e a 60 gradi di latitudine nord.
Stratwarming a novembre, un record di tre settimane
Normalmente, a novembre, il vortice polare si rafforza. Quasi tutti i riscaldamenti stratosferici si verificano fra gennaio e febbraio. Quest'anno, invece, il modello europeo ECMWF e quello americano GFS vedono i venti crollare già nella prima settimana del mese. Alcune simulazioni ipotizzano anche una divisione del vortice in due nuclei. Secondo il servizio meteo britannico Netweather, dall'inizio della serie storica, nel 1959, nessun evento maggiore si è mai verificato prima del 28 novembre. Uno stratwarming attorno al 4-6 novembre batterebbe quindi il record di circa tre settimane. Il primato attuale, curiosamente, risale proprio all'anno scorso.
«Così presto nella stagione non si è mai registrato nulla di simile dall'inizio delle osservazioni negli anni Cinquanta», scrive Klaus Marquardt, meteorologo dell'agenzia svizzera MeteoNews. I dati dei modelli indicano che il vortice dovrebbe poi riprendersi gradualmente entro la fine di novembre.
Quanto è probabile, allora, che l'evento si verifichi davvero? Le stime divergono. Nell'analisi di Netweather, l'86% delle simulazioni ECMWF prevedeva un riscaldamento stratosferico maggiore attorno al 6 novembre. Considerando anche gli altri modelli, la probabilità complessiva scendeva al 61%.
Vortice polare e freddo: arriva la neve?
Qui sta il punto. Gli effetti al suolo, se arrivano, arrivano in ritardo, di solito dopo alcune settimane. Secondo Judah Cohen, climatologo del MIT fra i massimi esperti del tema, il disturbo di inizio novembre non ha precedenti in questo periodo dell'anno. Gli eventuali effetti, però, si vedrebbero solo fra fine novembre e dicembre. E potrebbero toccare l'Europa, l'Asia orientale o gli Stati Uniti orientali, raramente tutte e tre le aree insieme.
Un vortice debole, d'altronde, aumenta la probabilità di situazioni di blocco e di una circolazione più ondulata. Ma, avverte MeteoNews, «non costituisce alcuna garanzia di ondate di aria fredda». Molto dipende da dove si posizioneranno alte e basse pressioni. A complicare ulteriormente il quadro c'è anche un El Niño molto intenso nel Pacifico.
Alcuni portali parlano già di neve fino in pianura in Germania attorno al 10 novembre. Sono però previsioni a più di dieci giorni di distanza, che possono ancora cambiare molto, come riconoscono gli stessi autori.
Le previsioni di MeteoSvizzera per il Ticino
Per ora, nessun segnale di inverno anticipato. Secondo i dati di MeteoSvizzera per Lugano, fino a venerdì 6 novembre il tempo resterà in prevalenza soleggiato e asciutto. Le massime oscilleranno fra 12 e 15 gradi, le minime fra 5 e 7. Anche MeteoNews prevede per il Sud delle Alpi un tempo «piuttosto soleggiato e più mite rispetto al nord», con un aumento della nuvolosità a metà settimana. A nord delle Alpi, invece, dominano la bise e la nebbia alta.
Del resto, il mese appena concluso è stato tutt'altro che invernale: in Svizzera ottobre è risultato di quasi un grado e mezzo più mite della norma. Come riassume 3B Meteo, il vortice polare «è una delle pedine del nostro inverno». Sposta le probabilità verso determinati scenari, ma non li determina.
