Zugo perde residenti svizzeri, gli affitti pesano anche sui pensionati

Nel Canton Zugo gli affitti elevati potrebbero spingere anche i pensionati a trasferirsi altrove. Nel primo semestre del 2026 la popolazione è diminuita e, secondo un’analisi del Blick, tra gli svizzeri con più di 65 anni il saldo migratorio è stato negativo in media per 107 persone all’anno negli ultimi tre anni. Nei dodici anni precedenti la media era di 37.
Secondo Hendrik Budliger, del centro di ricerca Demografik, il calo del reddito al momento del pensionamento può rendere più difficile sostenere pigioni rimaste molto alte. Nella città di Zugo un appartamento di 2,5 locali costa in media 2.600 franchi al mese, mentre per uno di 4,5 locali si sfiorano i 4.000 franchi, senza spese accessorie. Le pigioni degli appartamenti pubblicizzati sono inoltre cresciute di quasi il 50% in dieci anni. La domanda, alimentata anche dall’arrivo di lavoratori con redditi elevati, supera l’offerta.
Un nesso contestato
Il servizio statistico cantonale non ritiene tuttavia plausibile che gli over 65 lascino Zugo principalmente a causa degli affitti e del minor vantaggio fiscale dopo il pensionamento. Il Governo intende affrontare la carenza di alloggi con la propria strategia 2030, che prevede anche nuove zone edificabili più dense, a condizione che almeno il 40% delle abitazioni sia a pigione moderata. La realizzazione, però, richiederà anni.
Il confronto con il Ticino
Sul fronte degli affitti, a settembre le pigioni degli appartamenti nuovi o riaffittati sono aumentate in Ticino dello 0,4% su base mensile e dell’1,8% su base annua, in linea con la media svizzera. A Lugano la crescita annua è stata dell’1,7%.
Il mercato luganese presenta però anche un’altra particolarità: nel 2025 il 9% delle abitazioni risultava in «vuoto permanente», cioè non occupato da almeno tre anni e non presente negli annunci immobiliari. È un dato che non equivale a un’offerta di alloggi disponibili: tra le possibili ragioni figurano immobili non abitabili o non immessi sul mercato. Lo studio cittadino rileva inoltre che il 17% delle abitazioni rientra nella definizione di alloggio a pigione moderata e che il 31% ha un costo compatibile con la capacità di spesa delle economie domestiche vicine al rischio di povertà.
