Zurigo, decollo interrotto a 162 km/h per un volo United

Un decollo interrotto a 162 chilometri orari non è un dettaglio che passa inosservato. A maggior ragione se parliamo dell'aeroporto di Zurigo-Kloten, il principale scalo del Paese. I fatti, innanzitutto, esposti in primis dal Tages-Anzeiger. Il decollo interrotto riguarda il volo UA53 di United Airlines, con destinazione Washington, inizialmente programmato martedì mattina alle 11.55. Il velivolo, un Boeing 767-300 ER con immatricolazione N651UA, è ripartito alle 14.51 secondo i dati di Flightradar24. L'equipaggio, come detto, ha interrotto un primo tentativo di decollo, «conclusosi» in una piazzola di sosta. I piloti avevano iniziato la corsa alle 12.28 toccando, appunto, i 162 chilometri orari salvo poi abortire la manovra.
Il Tages-Anzeiger riferisce che, nelle comunicazioni con il controllo del traffico aereo, l'equipaggio ha segnalato la comparsa di un messaggio d'allarme, senza però precisarne la natura. Dalle successive verifiche non è emersa alcuna anomalia. Di riflesso, l'aereo è ripartito senza problemi per la capitale degli Stati Uniti, dove è atterrato alle 17.27 locali. In realtà, l'equipaggio avrebbe voluto ripartire subito ma la temperatura dei freni, fortemente sollecitati durante un decollo interrotto, non lo consentiva. Di qui l'intervento dei pompieri, per raffreddare e ispezionare proprio i freni. Lo stop, di fatto, è stato di breve durata: il 767 è stato ispezionato in una piazzola di stop, quindi è tornato al gate ma, pochi minuti dopo, ha lasciato il terminal per riprendere la procedura di partenza.
Non è la prima volta che questo aereo, con 33 anni di servizio alle spalle, ha avuto problemi in partenza da Zurigo. Nell'agosto del 2021, stando ad Aviation Herald, un birdstrike aveva costretto l'equipaggio a interrompere il decollo mentre il Boeing viaggiava a oltre 240 chilometri orari. Lo scorso agosto, invece, un altro Boeing 767 di United aveva avuto più di un inconveniente sui voli da e per Zurigo.
«Per la fine del decennio saremo ben avviati nel pensionamento del 767» aveva non a caso dichiarato, a settembre del 2025, l'amministratore delegato di United, Scott Kirby. La compagnia statunitense, a oggi, schiera ancora 53 esemplari del tipo, 37 nella versione -300ER e 16 nella -400ER, con un'età media che sfiora i trent'anni. Stiamo parlando della seconda flotta passeggeri di 767 al mondo, dopo Delta. United, dopo la pandemia, aveva annunciato un piano per modernizzare la sua flotta e, nello specifico, per sostituire i 767. L'obiettivo è disfarsene entro il 2030, grazie all'arrivo di Boeing 787 Dreamliner e Airbus A321XLR, ma i ritardi accumulati da Boeing nelle consegne e il fatto che i 767 oramai siano ammortizzati a bilancio – sono aerei che, nonostante consumi e manutenzione, continuano a rendere – potrebbero far slittare ulteriormente i piani del vettore.
