Zurigo, respinti i ricorsi contro la conferma di Isabel Garcia

Il Tribunale amministrativo di Zurigo ha respinto diversi ricorsi presentati contro la conferma dell'elezione di Isabel Garcia in Gran Consiglio. La parlamentare zurighese era assurta agli onori della cronaca per un clamoroso cambio di casacca: eletta tra le file dei Verdi Liberali (PVL) era passata pochi giorni dopo al Partito liberale radicale (PLR).
I fatti risalgono alle elezioni cantonali del 12 febbraio 2023: la donna, che allora sedeva in Gran Consiglio da due anni rappresentando il PVL, era riuscita a conservare il suo seggio. Grazie anche al suo risultato, la "maggioranza climatica" - Verdi liberali, Verdi, PS, sinistra alternativa e Partito evangelico - era riuscita d'un soffio ad avere la meglio nel parlamento cantonale. Aveva infatti ottenuto 91 seggi, contro gli 89 andati ai partiti borghesi (UDC, PLR, Centro, Unione democratica federale). Il cambiamento di fronte di Garcia aveva scompigliato le carte.
Circa un anno dopo, nel maggio 2024, il Tribunale federale (TF) aveva accolto un ricorso contro il passaggio al PLR della granconsigliera: la Corte aveva sottolineato come l'appartenenza a un partito sia particolarmente importante nel sistema proporzionale. Il TF aveva pertanto deciso di annullare il decreto con il quale si convalidava l'elezione di Garcia e aveva rinviato la causa al Tribunale amministrativo cantonale,
Nella sentenza pubblicata oggi, il Tribunale amministrativo non ravvisa nel sorprendente passaggio di partito di Garcia motivi sufficienti per privarla del suo mandato. Non vi sono infatti prove evidenti che la grancosigliera avesse deciso di cambiare casacca già prima della sua rielezione.
Secondo la Corte, la politica non ha tratto in inganno gli elettori: i giudici hanno creduto alla versione della 62enne, che ha sempre sostenuto di aver preso la decisione di cambiare partito solo dopo le elezioni.
Nel corso degli interrogatori, Garcia ha dichiarato di essere stata già da tempo insoddisfatta della sua appartenenza al PVL, sensazione che si era intensificata durante la campagna elettorale. In quel periodo intenso - ha affermato - "sono semplicemente andata avanti", decidendo di trarre un bilancio personale solo dopo le elezioni.
Dopo la riconferma nel legislativo cantonale - indica il Tribunale citando i verbali delle audizioni - la donna ha però provato un senso di "sconforto e oppressione". L'idea di trascorrere altri quattro anni tra le file del PVL le era diventata insopportabile. Tre o quattro giorni dopo le elezioni, Garcia ha quindi deciso di cambiare partito e ha contattato un rappresentante del PLR.
Anche diversi membri di questo partito hanno confermato al Tribunale amministrativo che l'arrivo della granconsigliera ha costituito una sorpresa. Alcuni rappresentanti del PLR avevano sentito parlare dell'insoddisfazione di Garcia per la deriva "di sinistra" del PVL zurighese, ma il passaggio non era stato pianificato prima delle elezioni.
Garcia ha accolto con gioia la sentenza della Corte. "Questa decisione pone fine alla controversia sul mio ruolo in Gran Consiglio", ha dichiarato la donna, citata in un comunicato diffuso dal PLR zurighese. L'annuncio odierno - ha aggiunto - costituisce una "soddisfazione", poiché le sue motivazioni per il cambio di partito sono state riconosciute e tutte le accuse respinte.
Anche il PLR cantonale ha accolto positivamente la decisione del Tribunale: i cambiamenti di partito fanno parte della dinamica politica e devono essere accettati.
Meno entusiasta la reazione del PVL zurighese, che si è limitato a prendere atto della sentenza e a sottolineare che questo nuovo passo nel processo legale permette ora di riportare l'attenzione sui temi politici. Resta da vedere se i ricorrenti, tra cui alcuni membri dello stesso PVL, porteranno nuovamente il caso davanti al Tribunale federale. Hanno ora 30 giorni per farlo.