Syndicom lancia l’allarme sulle «querele bavaglio»: «La libertà di stampa è sotto pressione»

Syndicom torna a prendere posizione sulla libertà di stampa e sulle azioni legali che, secondo il sindacato, possono trasformarsi in strumenti di pressione nei confronti di giornalisti, testate e organizzazioni impegnate su temi di interesse pubblico.
Le SLAPP
Al centro dell'intervento ci sono le cosiddette SLAPP, acronimo di Strategic Lawsuits Against Public Participation, definite anche «querele bavaglio». Si tratta, secondo syndicom, di procedimenti giudiziari utilizzati in modo abusivo da soggetti economicamente forti con l'obiettivo di ostacolare attività giornalistiche e inchieste, favorire l'autocensura e mettere sotto pressione finanziaria chi si occupa di informazione. Il sindacato ribadisce quindi il proprio impegno nella difesa della libertà di espressione e di stampa in Svizzera.
Assistenza legale agli iscritti
Uno dei punti centrali dell'attività di Syndicom riguarda il sostegno legale. Il sindacato offre consulenza ai propri iscritti coinvolti in procedimenti riconducibili alle SLAPP e invita le persone che ritengono di esserne vittime a rendere pubbliche le vicende. L'obiettivo, spiega syndicom, è rompere il meccanismo dell'intimidazione e favorire una maggiore solidarietà all'interno della categoria.
L'impegno politico contro le SLAPP
Syndicom fa inoltre parte, insieme ad altre organizzazioni, dell'Alleanza svizzera contro le querele SLAPP. L'organizzazione lavora per sensibilizzare la politica e promuovere l'introduzione di strumenti normativi che consentano di prevenire e contrastare quelli che vengono considerati abusi degli strumenti giudiziari. Il sindacato chiede in particolare interventi concreti da parte delle istituzioni e dell'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM).
I casi Hospita e «Le Courrier/Gandur»
Nella sua presa di posizione syndicom ricorda anche alcuni interventi recenti a difesa del giornalismo. Nel caso Hospita, il sindacato ha criticato l'aumento delle querele contro attività giornalistiche, sostenendo che procedimenti di questo tipo possano avere un "effetto dissuasivo sul giornalismo investigativo". Syndicom ha invitato i querelanti a ritirare le denunce e a privilegiare un confronto che definisce responsabile e proporzionato.
Viene inoltre citato il caso «Le Courrier/Gandur», sul quale syndicom esprime apprezzamento per la decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha modificato l'esito della vicenda rispetto alla precedente decisione del Tribunale federale e ha riconosciuto la legittimità dell'operato del quotidiano svizzero in una controversia riguardante i diritti della personalità di un uomo d'affari.
«Proteggere chi informa e indaga»
Syndicom afferma infine di seguire con attenzione gli sviluppi delle recenti querele nei confronti di media e giornalisti ticinesi, offrendo sostegno ai professionisti coinvolti. Il sindacato ribadisce così la volontà di continuare a intervenire a tutela di chi «informa, indaga e racconta la realtà, perché la libertà di stampa è un pilastro irrinunciabile della democrazia».
