Tagli alla cooperazione allo sviluppo, 27 fondazioni scrivono al CF

Ventisette fondazioni - tra cui quelle di Roger Federer e dei gruppi Zurich e Swiss Re - hanno scritto al Consiglio federale per criticare i tagli alla cooperazione allo sviluppo. In una lettera, chiedono a Berna di continuare a puntare su approcci «che favoriscano la pace, la resilienza e lo sviluppo sostenibile».
Un rischio per la cooperazione internazionale svizzera
Il Consiglio federale intende risparmiare 20 milioni di franchi all'anno a partire dal 2027 e sopprimere circa un centinaio di posti di lavoro, per poi ridurre ulteriormente di 340 milioni di franchi, dal 2029, i crediti destinati all'aiuto allo sviluppo a lungo termine. Secondo le fondazioni, questa riduzione «rischia di indebolire in modo duraturo l'efficacia e la credibilità della cooperazione internazionale svizzera», come indicato nella lettera consultata dai giornali del gruppo Tamedia e trasmessa a Keystone-ATS.
Fondazioni critiche
Il Consiglio federale prevede inoltre di rafforzare l'aiuto umanitario, aumentandone la quota nel budget della cooperazione internazionale dal 26% al 40%. Anche su questo punto le fondazioni si mostrano critiche: «L'aiuto umanitario è indispensabile per proteggere le persone in situazioni di emergenza acuta e salvare vite umane. Rafforzarlo a scapito della cooperazione allo sviluppo a lungo termine sarebbe però una visione miope». Secondo le fondazioni, un indebolimento della cooperazione internazionale non colpirebbe solo i programmi pubblici, ma comprometterebbe anche l'impatto di numerose iniziative filantropiche e delle partnership tra attori pubblici, privati e filantropici.
Le ventisette fondazioni invitano quindi il Consiglio federale e il Parlamento a «preservare i punti di forza comprovati della politica estera e della cooperazione internazionale svizzera», chiedendo di continuare a puntare su approcci che favoriscano pace, resilienza e sviluppo sostenibile.