Calcio

Tami: «L’obiettivo è il miglior risultato nella storia della Nazionale»

I rossocrociati danno il la al raduno pre Mondiale con 12 giocatori - Il direttore delle nazionali: «Ho totale fiducia nel lavoro di Yakin, dietro la squadra c'è un’idea chiara»
Pierluigi Tami, il direttore della nazionali svizzere. ©WALTER BIERI
Red. Sport
26.05.2026 06:00

La nazionale svizzera ha appena iniziato il suo ritiro in vista del Mondiale in America, ma Pierluigi Tami guarda già al futuro e allo svolgimento della imminente Coppa del mondo. Il direttore delle nazionali affronta il suo ultimo torneo con il suo tratto caratteristico, ovvero un atteggiamento positivo e una fiducia cieca nei confronti dell’allenatore.

«Ho totale fiducia nel lavoro di Yakin», ha sottolineato Tami, ribadendo come ogni giocatore convocato abbia meritato la chiamata e come il gruppo sia stato costruito con un’idea precisa.

Un passato rassicurante

L’ottimismo, ha sottolineato Pier Tami, si basa soprattutto sulla convincente campagna di qualificazione della Svizzera. «Abbiamo visto una squadra performante dall’inizio alla fine. Ha convinto per la sua qualità, la sua continuità e la sua intensità», ha dichiarato il 64.enne durante la conferenza stampa che ha sancito l’inizio della preparazione della squadra elvetica. «Mi aspetto gli ottavi di finale. Il primo obiettivo è vedere una Svizzera che gioca un calcio convincente nella fase a gironi. Il grande obiettivo è ottenere il miglior risultato nella storia della Nazionale», ha aggiunto Tami, chiarendo le ambizioni.

Sì, se i rossocrociati riusciranno a replicare le recenti prestazioni, dovrebbero riuscire a raggiungere la fase a eliminazione diretta senza troppi problemi, ritiene il ticinese. Il seguito sarà invece più difficile da prevedere a causa del nuovo formato del torneo. Con l’ampliamento del numero di partecipanti da 32 a 48 squadre, la rassegna oltreoceano comprenderà infatti per la prima volta anche i sedicesimi di finale, ovvero un turno a eliminazione diretta in più. «Non dobbiamo sottovalutare nessuno», ha spiegato ancora il ticinese. «Prima di valutare bisognerà prima giocare. Il torneo sarà più lungo, ma avremo anche un giorno in più di recupero: può essere un vantaggio».

Una selezione ponderata

Secondo il direttore delle nazionali, la qualità della rosa è ulteriormente migliorata. «Avremmo potuto facilmente portare 30 giocatori», ha affermato il 64.enne. Murat Yakin ha dovuto sceglierne 26 e ha privilegiato l’esperienza rispetto alla gioventù. «Ho totale fiducia in questo gruppo», ha ribadito Tami, sottolineando come ogni scelta sia stata fatta con un’idea chiara alle spalle. Il selezionatore basilese, è cosa ormai nota, ha lasciato a casa il nome di peso del 23.enne Alvyn Sanches, ma anche tanti altri talenti, come il 19.enne Sascha Britschgi e i due 21.enni Zachary Athekame e Alessandro Vogt. «Ognuno aveva i propri meriti per essere selezionato. Questa volta non ci sono, ma rappresentano il futuro della Nazionale», ha assicurato in tal senso Tami. Non lo preoccupano nemmeno alcune potenziali lacune, come l’assenza di un secondo terzino destro di ruolo. «Murat non ha stilato questa lista a caso», ha sottolineato il ticinese. «Dietro ogni nome c’è un’idea chiara. Abbiamo diversi giocatori versatili nel gruppo e ho piena fiducia in questa squadra».

Una preparazione adeguata

Un collettivo che dovrebbe essere completo entro giovedì. Ieri a San Gallo erano presenti soltanto 12 elementi: i portieri Marvin Keller e Yvon Mvogo, i difensori Aurèle Amenda, Nico Elvedi, Miro Muheim, Silvan Widmer e Denis Zakaria, nonché gli attaccanti Johan Manzambi, Zeki Amdouni, Christian Fassnacht, Cédric Itten e Fabian Rieder. Era previsto ci fosse anche il portiere titolare Gregor Kobel, ma ha dovuto rimandare il suo arrivo per motivi di salute.

Sarà una settimana di allenamenti intensi, quella appena apertasi, che si concluderà domenica con l’amichevole contro la Giordania (ore 15) e che dovrà preparare al meglio i giocatori in vista della partenza anticipata verso il campo base a San Diego, prevista per martedì 2 giugno, ovvero undici giorni prima del debutto mondiale. Un lasso di tempo che dovrebbe consentire a tutto l’organico di adattarsi al fuso orario. «Siamo stati molto attenti anche alla preparazione logistica e fisica», ha spiegato Tami. Gli allenamenti programmati fin dal mattino avranno inoltre lo scopo di abituare Xhaka e compagni agli orari particolari delle partite che disputeranno in America. Tutti i match del girone della Svizzera si svolgeranno infatti a mezzogiorno, ora locale. «Il nostro staff non è mai stato così professionale, siamo perfettamente preparati», ha rassicurato il ticinese.

Dopo due Mondiali come analista (2006 e 2010), Tami si appresta a vivere il suo secondo Mondiale come direttore delle nazionali. Naturalmente spera che il meglio debba ancora venire per concludere la sua carriera.